19 settembre 2012 / 13:22 / tra 5 anni

Prese di profitto pesano su euro, a minimi seduta su dollaro

NEW YORK (Reuters) - Euro in frenata sul dollaro dopo la risalita della prima parte della seduta, nonostante il tono di appetito per il rischio sul mercato a seguito dell‘annuncio questa mattina da parte della banca centrale giapponese del potenziamento del proprio programma di acquisto asset [ID:nL5E8KJ0VX].

Ma dopo un movimento di apprezzamento di circa 9% da fine luglio - particolarmente marcato dopo le ultime misure espansive annunciate nei giorni scorsi da Bce e Fed - in questo momento qualche presa di beneficio sembra prevalere sull‘euro/dollaro. La cautela degli operatori viene peraltro favorita dalla sostanziale incertezza che ancora circonda le reali intenzioni della Spagna riguardo un‘eventuale richiesta di aiuti all‘Europa, che a sua volta aprirebbe la strada agli acquisti di bond sul mercato da parte della Bce.

Nel primo pomeriggio l‘euro/dollaro risale in maniera appena percettibile dal minimo intraday di 1,2991 dopo i dati complessivamente positivi delle 14,30 sull‘andamento del mercato immobiliare Usa in agosto [ID:nCLAJKE8GW]. Ma il cambio resta in sensibile deprezzamento rispetto al massimo da quattro mesi di 1,3173 visto lunedì e anche rispetto al picco intraday di 1,3085 di questa mattina.

In lieve recupero lo yen, comunque di fondo appesantito dal nuovo allentamento monetario deciso da Banca del Giappone.

Il cambio dollaro/yen era salito in mattina al massimo da un mese a 79,21, mentre l‘euro/yen si era spinto fino a quota 103,63, livello a sua volta prossimo al massimo da quattro mesi di 103,86 di lunedì.

“Siamo ribassisti nel lungo termine sullo yen, ma finché i rendimenti Usa non si muoveranno verso l‘alto in maniera sostenuta non ci aspettiamo il dollaro salga troppo. Inoltre, con le chiusure dei conti di metà anno che si avvicinano in Giappone, potrebbe esserci un po’ di domanda sullo yen da parte di esportatori che rimpatriano denaro” spiega lo strategist di Standard Chartered Bank Ned Rumpeltin.

Gli operatori giudicano improbabile un ampio movimento di deprezzamento della valuta giapponese, paragonabile a quello registrato tra febbraio e marzo a seguito dell‘ultimo intervento espansivo a sorpresa della Banca del Giappone, sulla base della considerazione che le recenti mosse monetarie di Bce e Fed appaiono più aggressive.

“Il vero test per il dollaro/yen è se il movimento attuale può portare il cambio sopra quota 80. Credo che il movimento perderà di intensità, occorreranno dati veramente buoni dagli Usa e un forte appetito per il rischio per mantenere sotto pressione lo yen” afferma Niels Christiansen di Nordea.

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