12 settembre 2012 / 08:43 / 5 anni fa

Italia, produzione cala meno di attese in luglio

MILANO (Reuters) - La produzione industriale italiana si è contratta dello 0,2% congiunturale e del 7,3% tendenziale in luglio, secondo i dati pubblicati questa mattina da Istat.

Si tratta di una contrazione meno marcata delle attese: le stime raccolte da Reuters indicavano un -0,5% per il dato mensile e un -7,5% per quello annuo.

In giugno la produzione era calata dell‘1,3% congiunturale (dato rivisto dal precedente -1,4%) e del 7,9% tendenziale (anche in questo caso rivisto dal precedente -8,2%).

Di seguito i commenti di alcuni economisti:

FRANCESCA PANELLI, Banca Aletti.

“È un dato un po’ migliore delle attese, anche se la debolezza generale dell‘economia italiana rimane assolutamente confermata. Abbiamo avuto una serie di dati negativi sugli ordinativi industriali e questo si riflette sulla produzione, non ci potevamo quindi aspettare grandi miglioramenti. Lo spaccato evidenzia un calo marcato dei beni di consumo durevoli, ad esempio auto o elettrodomestici, il tipico calo che si registra in periodi di recessione. L‘unico contributo positivo arriva dalla produzione di energia, probabilmente imputabile al rincaro dei prezzi. Dunque, in chiave crescita, oltre alla debolezza dei consumi si conferma anche una debolezza dell‘outlook sugli investimenti. Alla luce dei dati odierni, dopo il -1,7% di contrazione della produzione nel secondo trimestre, per il terzo abbiamo già un -0,8%, anche se con la cassa integrazione e le chiusure di agosto temo che sia un dato destinato a peggiorare”.

PAOLO PIZZOLI, Ing

”E’ andata un filino meglio delle attese, ma guardando ai singoli settori si nota come beni di consumo e investimenti restino deboli, e l‘impatto negativo sia limitato solo dalla componente energetica.

Il terzo trimestre si apre in maniera poco incoraggiante: la domanda interna non migliora e quella globale rallenta, e quindi le prospettive non sono buone.

E’ presto per fare valutazioni, visto che i mesi estivi sono caratterizzati da un alto livello di volatilità delle rilevazioni, ma mi aspetto che il trimestre resti negativo per produzione e Pil, sebbene con una contrazione meno profonda del precedente”.

LOREDANA FEDERICO, UniCredit

”E’ una sorpresa positiva, dato che ci aspettavamo una contrazione più marcata. È quindi una buona notizia che ci consente un ingresso più favorevole delle attese nel terzo trimestre. Si delinea infatti la possibilità che il tasso di contrazione nel terzo trimestre sia meno marcato di quelli del primo e del secondo.

Si mantiene tuttavia sostenuta la contrazione dei beni di consumo e dei beni capitali, e questa non è una buona notizia. Recuperano invece i beni intermedi e l‘energia, che però pesa meno sul Pil.

È insomma una notizia positiva, ma il quadro delineato dalle indagini di fiducia resta ancora negativo e preannuncia un terzo trimestre in cui la recessione sembra destinata a mantenersi profonda”.

(Irene Chiappisi, Elvira Pollina, Giulio Piovaccari)

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