30 agosto 2012 / 07:28 / 5 anni fa

Btp in tenuta dopo buona asta medio lungo, mercato aspetta Draghi

MILANO (Reuters) - Il mercato obbligazionario italiano ha digerito senza patemi la tornata d‘aste di fine mese, conclusasi stamane con il collocamento dei titoli a medio lungo termine, il cui esito viene giudicato soddisfacente dagli operatori.

“Il secondario ha reagito senza strappi all‘emissione di nuovo debito, che è andata meglio di quanto ci si potesse aspettare”, commenta un dealer, rilevando una sostanziale tenuta dei Btp “sia in termini assoluti, sia in termini di spread contro Germania, nonostante nella seconda parte della seduta il Bund si sia rafforzato”.

Stamane il Tesoro ha collocato 7,293 miliardi di euro di titoli di Btp e Ccteu, sfiorando il massimo del range di offerta, indicato a 7,5 miliardi.

Contando anche i collocamenti di Ctz, Btpei e Bot dei giorni scorsi, il ministero dell‘Economia ha piazzato senza intoppi circa 17 miliardi in titoli, beneficiando di un deciso calo dei rendimenti soprattutto sul comparto dei brevi.

Così, registra la strategist di Intesa Sanpaolo Chiara Manenti, il ministero dell‘Economia è arrivato a coprire il 72% delle esigenze di funding per l‘anno in corso.

“Il Tesoro è stato molto abile nello sfruttare questa finestra di mercato favorevole, che resta aperta grazie alla aspettative d‘intervento della Bce”, commenta lo strategist Ing Alessandro Giansanti.

Proprio ieri il presidente della Bce Mario Draghi, in un‘intervista al settimanale tedesco ‘Die Zeit’, ha ribadito che Francoforte è pronta a mettere in campo misure eccezionali, mentre il premier Mario Monti ha incassato nuovamente il sostegno del cancelliere tedesco Angela Merkel.

E stamane la Merkel, in visita ufficiale in Cina, ha ribadito che c‘è un‘assoluta volonta politica di stabilizzare l‘euro, ricevendo dal premier cinese Wen Jiabao l‘impegno ad acquistare più debito europeo, quale segnale di fiducia verso il blocco.

SPAGNA RESTA PIU’ ESPOSTA

Tornando all‘asta odierna, ciò che più ha soddisfatto gli addetti ai lavori è stata l‘ottima domanda registrata per il nuovo decennale, il novembre 2022, e per il cinque anni, il giugno 2017, che sono stati collocati entrambi per l‘intero importo offerto - 6,5 miliardi - e con rendimenti (rispettivamente 5,82% e 4,73%) scesi ai minimi da marzo.

“E’ vero che il nuovo piano di acquisto titoli della Bce dovrebbe concentrarsi su scadenze più brevi, ma è chiaro che anche il comparto più a lunga ne beneficerà. I tassi brevi sono scesi molto, e in un‘ottica speculativa gli investitori ora potrebbero essere attratti dalla parte più lunga”, nota ancora Giansanti.

Oltre ai 6,5 miliardi di Btp sono stati assegnati anche 793 milioni del Ccteu giugno 2017, la cui forchetta di offerta era compresa tra 500 milioni e 1 miliardo. Il tasso si è attestato al 5,33%. Il titolo era stato offerto in asta l‘ultima volta lo scorso 29 marzo, quando era stato collocato al rendimento del 4,60%.

Intorno alle 17,20 lo spread di rendimento tra Btp e Bund a 10 anni ha chiuso a 447 punti base dai 440 della chiusura di ieri, dopo essersi ampliato fino a 450 punti base prima dell‘asta.

Il tasso del decennale settembre 2022, attuale benchmark, si attesta in chiusura al 5,797% dal 5,779% di ieri sera, mentre il nuovo novembre 2002 quota al 5,890%, leggermente superiore al rendimento d‘asta (5,82%) ma sotto il picco del 5,93% segnato in fase di pre-asta sul grey-market.

“C‘è stato un ritracciamento rispetto ai livelli di ieri, ma del tutto fisiologico, considerando che c‘è stata un‘emissione, e non paragonabile a quello subìto dai Bonos”, osserva un secondo operatore.

In questo momento è la Spagna, che domani dovrebbe presentare le linee guida per la bad-bank dove far confluire gli asset tossici che hanno mandato a gambe all‘aria il suo sistema finanziario, al centro delle preoccupazioni degli investitori.

La bad-bank è il primo passo verso il rilascio degli aiuti al settore bancario decisi a giugno, che alcuni temono possano essere il preludio per un bailout tout-court, nonostante le ripetute smentite dell‘esecutivo di Madrid

Il divario tra decennali iberici e tedeschi si è allargato a 530 punti base dai 517 della chiusura di ieri, mentre il rendimento del dieci anni spagnolo è salito al 6,620% dal 6,50% del finale di seduta di ieri.

(Elvira Pollina)

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