23 agosto 2012 / 10:58 / tra 5 anni

Vertici controllata Intesa Lussemburgo indagati per riciclaggio

MILANO (Reuters) - Il ceo di Societe Europeenne de Banque (Seb), controllata lussemburghese di Intesa Sanpaolo, Marco Bus, risulta essere fra gli indagati per riciclaggio in una inchiesta condotta dalla procura di Milano che ha avuto origine da indagini per evasione fiscale da parte dei pm di Verbania a carico di una famiglia di imprenditori piemontesi, trasmesse in Lombardia per competenza territoriale.

Una filiale di Intesa SanPaolo nel centro di Roma. REUTERS/Alessandro Bianchi

Lo hanno riferito fonti legali, direttamente a conoscenza degli atti, confermando quanto pubblicato oggi da alcuni quotidiani. Intesa Sanpaolo ha preferito non commentare la notizie, e non è stato possibile contattare le persone coinvolte per un commento. Anche l‘Agenzia delle Entrate non ha voluto rilasciare dichiarazioni.

Nelle scorse settimane, alle prime notizie sull‘inchiesta, Intesa Sanpaolo aveva reso noto di aver avviato una indagine interna sulla vicenda.

DA INCHIESTA PER EVASIONE AL TRUST IN LUSSEMBURGO

La vicenda nasce da una inchiesta per evasione fiscale condotta da Verbania a carico di Andrea, Corrado ed Elena Giacomini, imprenditori novaresi specializzati nel settore delle valvole per rubinetti, assistiti dagli avvocati Salvatore Scuto e Francesco Mucciarelli, e di Alessandro Jelmoni, dirigente di Intesa fino al 2002 e ora broker finanziario internazionale, assistito dall‘avvocato Pasquale Pantano.

L‘ipotesi d‘accusa, concordano le fonti legali, è che i Giacomini e Jelmoni, con un contratto di agenzia e attraverso sovrafatturazioni, avessero creato circa 230 milioni di euro di “nero” da sottrarre al fisco italiano.

Questi fondi e questi beni, secondo gli inquirenti, vengono messi in un trust presso la Seb. A questo punto, dice una delle fonti legali, entrano in gioco una serie di incontri fra i Giacomini, Jelmoni e dirigenti bancari, che secondo gli inquirenti sarebbero serviti a delineare la strategia su come ripulire questi fondi già in obbligazioni, se “scudare” o no questo trust.

GLI INCONTRI ALLA MALPENSA E IN BANCA INTESA

Questi incontri sono elencati nella richiesta di arresto della procura di Verbania e poi nell‘ordinanza di custodia cautelare per Jelmoni firmata dal gip milanese Vincenzo Tutinelli (il fascicolo nel frattempo era stato trasferito a Milano per competenza) il 22 giugno scorso, grazie al fatto - dice una delle fonti legali - che uno dei fratelli Giacomini, Andrea, da qualche anno avesse preso l‘abitudine di registrare sul suo smartphone tutti gli incontri fra gli imprenditori, il loro consulente e i loro referenti bancari. Jelmoni nel frattempo, da inizio agosto è ai domiciliari.

Nel primo di questi incontri registrati di nascosto, svoltosi nel gennaio 2011 presso l‘Hotel Sheraton di Malpensa, il broker - secondo le fonti legali che citano il virgolettato inserito nell‘ordinanza del gip - dice ai tre imprenditori che per ragioni di riservatezza sarebbe meglio incontrare “Marco[Bus] a Milano, perché a Milano ci sono migliaia di persone”.

Il secondo incontro, registrato da Giacomini e citato dai magistrati, si svolge nel febbraio 2011 presso gli uffici di Intesa Sanpalo a Milano, e vi partecipano - secondo quanto riferito dalle fonti che citano l‘ordinanza - i Giacomini, Jelmoni, un collaboratore di Bus arrivato dal Lussemburgo e un dirigente di Intesa Sanpaolo.

Al momento i magistrati hanno citato questo vertice, senza riportare nell‘ordinanza i contenuti registrati dell‘incontro, dicono le fonti legali.

IL GIP: SISTEMA PER CREARE FONDI NERI E RICICLARLI

Il gip Tutinelli, scrive nell‘ordinanza di arresto per Jelmoni, secondo quanto riferiscono le fonti legali, che la condotta dei professionisti che negli scorsi anni hanno collaborato con i Giacomini configura “un sistema... messo a disposizione dei grandi gruppi economici italiani da funzionari ed ex funzionari del gruppo Banca Intesa Lussemburgo - con la probabile complicità della banca - per costituire fondi neri nel Granducato del Lussemburgo e ivi riciclarli”.

L‘indagine partita da Verbania, concordano le fonti, riguarda poi tutta una serie di altri soggetti, che avrebbero avuto ruolo di intermediari e consulenti. Fra questi, uno dei nomi già resi pubblici è quello dell‘ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Zoppini (che si è dimesso dall‘incarico governativo nel maggio scorso), indagato per una serie di presunti pagamenti in nero.

Emilio Parodi -- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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