13 agosto 2012 / 14:17 / tra 5 anni

Fiat Pomigliano, bocciato ricorso per sospendere riassunzioni

ROMA (Reuters) - La Corte d‘appello di Roma ha respinto il ricorso presentato da Fiat per sospendere la decisione dei giudici che impone il rientro in fabbrica a Pomigliano di 145 lavoratori iscritti alla Fiom, e il sindacato dei metallurgici Cgil chiederà l‘esecuzione della sentenza.

Dipendenti al lavoro nella fabbrica Fiat di Pomigliano D'Arco. La foto è del 14 dicembre 2011. REUTERS/Alessandro Bianchi

Lo ha detto oggi Giorgio Airaudo, membro della segreteria nazionale della Fiom.

“La Corte d‘appello di Roma ha bocciato la richiesta di sospensiva presentata dall‘azienda in attesa del giudizio (sul merito)”, ha detto il sindacalista a Reuters.

“Dunque noi chiediamo l‘esecuzione della sentenza, dato che la corte l‘ha ritenuta valida. E’ la Fiat che è inadempiente”.

Ricordando che il 9 ottobre prossimo la corte deciderà nel merito dell‘appello, Fiat ha precisato che oggi il tribunale ha adottato “una decisione semplicemente tecnica, avendo la corte ritenuto che (...) non vi fosse alcuna necessità di un provvedimento che ne sospendesse l‘efficacia”.

Fiat aggiunge però che proprio “sulla base di questa pronuncia rimane confermata la possibilità di Fabbrica Italia Pomigliano spa di chiedere nuovamente un provvedimento di sospensione” se nei prossimi giorni la Fiom dovesse “attivare strumentalmente iniziative di esecuzione”.

Nel giugno scorso, il tribunale di Roma ha condannato Fiat per discriminazioni contro la Fiom nelle assunzioni alla newco di Pomigliano.

La sentenza prevede che l‘azienda assuma nella nuova società campana 145 lavoratori con la tessera della Fiom.

Diciannove lavoratori iscritti al sindacato che hanno firmato il ricorso individuale avranno anche un risarcimento di 3.000 euro per il danno subito.

Il ricorso per discriminazione sindacale era stato presentato dal sindacato metalmeccanico della Cgil perché tra i 2.100 lavoratori assunti dalla newco non c‘è nessun iscritto alla Fiom.

L‘azienda ha presentato poi ricorso contro la sentenza, chiedendo anche la sospensione dell‘esecutività.

La sentenza è solo l‘ultimo atto, in termini di tempo, di un diffuso scontro giudiziario innescato dalla Fiom-Cgil dopo gli accordi aziendali Fiat che riconoscono solo le rappresentanze dei sindacati che hanno firmato le intese, escludendo quindi i metalmeccanici della Cgil.

Contro la decisione aziendale di non riconoscere le sue rappresentanze, la Fiom ha presentato decine di ricorsi in tutti i tribunali dei territori in cui ci sia una presenza di Fiat.

L‘iniziativa ha finora portato a una serie di sentenze contraddittorie, parte a favore del sindacato e parte a favore dell‘azienda, su cui dovrà probabilmente pronunciarsi la Corte di Cassazione.

(Massimiliano Di Giorgio)

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