August 3, 2012 / 9:18 AM / in 6 years

Fonsai-Unipol,in interrogatorio Nagel spunta riunione 28 gennaio

MILANO (Reuters) - Nel corso dell’interrogatorio dello scorso 1 agosto davanti al pm Luigi Orsi, l’ad di Mediobanca Alberto Nagel ha ripercorso la storia dei rapporti fra l’istituto e la famiglia Ligresti, citando anche un incontro, avvenuto il 28 gennaio, cui hanno partecipato tutti i protagonisti dell’operazione.

Lo riferiscono fonti investigative e a conoscenza del dossier. Alla cronistoria fatta da Nagel, indagato per ostacolo all’attività di vigilanza per la vicenda del travagliato salvataggio di Fonsai attraverso l’acquisizione di Unipol, fanno ampi riferimenti anche i principali quotidiani oggi in edicola.

All’incontro del 28 gennaio, avvenuto in Mediobanca, dice una delle fonti riferendo le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Mediobanca, erano presenti, oltre a Nagel, il presidente di piazzetta Cuccia Renato Pagliaro, e i numeri uno di Unicredit e Unipol Federico Ghizzoni e Carlo Cimbri. “Tutti i presenti - ha detto Nagel secondo una fonte - hanno convenuto che era necessario trovare un gentlemen agreement per venire incontro alle esigenze dei Ligresti”.

La data dell’incontro, su cui non ci sono commmenti ufficiali da parte degli interessati, è particolarmente significativa perchè il 27 gennaio Consob aveva comunicato che non poteva essere risconosciuto alcun corrispettivo a Salvatore Ligresti e ai suoi figli da parte di Unipol per l’operazione con il gruppo Premafin-Fonsai.

Secondo un’altra fonte vicina alla situazione, a quel tempo si lavorava sul diritto di recesso. “Si cercava di capire se il recesso fosse fra le fattispecie escluse da Consob”, spiega.

La cronaca ha poi dimostrato che anche un risarcimento attraverso un eventuale recesso sarebbe stato giudicato dalla Commissione per la Borsa un vantaggio patrimoniale in grado di far saltare l’esenzione all’opa.

Quanto al documento del 17 maggio siglato da Nagel, sempre secondo le fonti che riferiscono quanto avrebbe messo a verbale dallo stesso AD, la sigla per presa visione era stata apposta “per farsi parte attiva presso Ghizzoni e Cimbri per l’accoglimento delle richieste dei Ligresti a patto che la famiglia si allineasse all’operazione Unipol” nella prossima assemblea Premafin. Una delle fonti precisa che accanto alla sigla non è stata aggiunta la dicitura “per presa visione”.

Nagel avrebbe aggiunto di aver poi ritenuto di non procedere ad alcun passo con Unipol e Unicredit per perorare le richieste della famiglia. L’assemblea Premafin era nel frattempo slittata al 12 giugno e solo la minaccia di fallimento ha convinto i Ligresti a dare il via libera a Unipol.

Nagel ha quindi ribadito che il documento del 17 maggio non era in alcun modo un accordo. Ma di quanto fosse importante è prova che sia stato dato a un custode (l’avvocato Cristina Rossello, legale dei Ligresti ma anche segretario del patto Mediobanca), rileva una delle fonti.

Dalle fonti arriva anche un chiarimento sul giallo del documento e delle sue fotocopie. Il primo documento consegnato dall’avvocato era l’originale che non era firmato.

“Firmata era la fotocopia che solo dopo una settimana Rossello ha consegnato. C’era poi una terza fotocopia non firmata finita ai Ligresti”, spiega una delle fonti.

(Emilio Parodi)

Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below