30 luglio 2012 / 07:18 / 5 anni fa

Btp misti ma prevale debolezza, pesano aste e prese profitto

MILANO (Reuters) - I principali benchmark italiani chiudono la seduta con andamento misto, con i lunghi in calo e i più brevi in lieve rialzo. A pesare su 10 e 30 anni, secondo i trader, contribuiscono prese di profitto, dopo i rialzi visti in conclusione della settimana scorsa, e le aste di stamane.

L'ingresso della Borsa di Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo

“A sostegno del mercato ci sono le attese di un ‘quantitative easing’ da parte degli istituti centrali, dopo le parole di Draghi della scorsa settimana e dopo le dichiarazioni di Bce e BoE. Pesano invece prese di profitto e, in particolare sul comparto lungo, anche le aste”, dice un trader di un istituto italiano.

I Btp inoltre non stanno vivendo lo stesso slancio che sta invece entusiamando le borse con l‘indice paneuropeo Ftseurofirst300 che ha chiuso vede in rialzo dell‘1,6%, a 1.073,19 punti.

“Le borse sono ai massimi da oltre quattro mesi. Anche i titoli di stato periferici potevano fare meglio. Gli scambi inoltre non sono esattamente scarsi, ma in una seduta d‘asta si poteva vedere qualcosa in più”, dice il trader.

Stamane il Tesoro ha collocato 5,479 miliardi complessivi di titoli su un range d‘offerta di 3-5,5 miliardi, con rendimenti in netto calo. Le aste, a dire degli esperti sono andate bene, con appunto tassi in calo e un collocamento sulla parte alta della forchetta prevista [ID:nTAR001502].

“E’ stata una buona asta. E’ stato collocato sostanzialmente il massimo dell‘offerta e il rendimento è risultato in calo rispetto a quella di fine giugno. Si è vista un po’ di pressione pre-asta sul secondario, ma precedentemente avevamo assistito a un buon rally, per cui comunque i rendimenti sono risultati ben sotto i livelli di prima dei commenti di Draghi della scorsa settimana”, dice Chiara Manenti, strategist di Intesa Sanpaolo.

Tuttavia qualcuno aveva aspettative di una migliore performance, alla luce dei recenti balzi.

“Le aste non sono state eccezionali, almeno riguardo al decennale il cui prezzo è risultato inferiore a quelli di mercato. Questo per via probabilmente del ‘cheapening’ che si è visto prima dell‘asta in particolare proprio sul tratto decennale”, ha detto Alessandro Giansanti, strategist di Ing.

All‘asta di oggi, su tre titoli di cui uno fuori corso di emissione, il benchmark quinquennale giugno 2017 è stato assegnato per un importo di 2,244 miliardi, al tasso medio di 5,29% da 5,84% dell‘asta di fine giugno, segnando un minimo da aprile. La riapertura del Btp decennale settembre 2022 ha visto invece l‘assegnazione di titoli per 2,485 miliardi e il rendimento medio è passato a 5,96% - anche in questo caso minimo da aprile - da 6,19% di fine giugno, per un bid-to-cover di 1,286 dal precedente 1,283. Il Tesoro ha inoltre assegnato 750 milioni della tredicesima tranche del Btp off-the-run novembre 2015 al massimo della forchetta.

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