27 luglio 2012 / 17:03 / tra 5 anni

Ligresti: Mediobanca,Unipol e Premafin estranei a presunto accordo

MILANO (Reuters) - Mediobanca, Unipol e Premafin negano qualsiasi coinvolgimento con la vicenda del presunto accordo tra Salvatore Ligresti e l‘AD di Piazzetta Cuccia, Alberto Nagel, sulla buonuscita per la famiglia nell‘ambito del progetto di integrazione della compagnia bolognese con il gruppo Fonsai.

E’ quanto, pur nelle loro diverse posizioni, hanno ufficializzato oggi le società attraverso comunicati richiesti dalla Consob in merito a quello che è diventato un vero e proprio giallo scoppiato quando la lunga e complessa operazione di riassetto del gruppo appartenuto ai Ligresti sembrava agli atti finali.

Mediobanca ha ribadito di non avere stipulato nessun accordo con la famiglia dell‘ingegnere di Paternò.

Gli unici accordi siglati nel quadro del piano di fusione, ha sottolineato Piazzetta Cuccia, riguardano quello sulla ristrutturazione del debito Premafin, insieme alle altre banche del pool, e i mandati per la promozione dei consorzi di garanzia degli aumenti di capitale di Fonsai e Unipol.

Accordi “tutti noti al mercato”, così come sono stati “comunicati per tempo” le intese stipulate dalla compagnia bolognese che ha chiarito “di non essere a conoscenza di alcun presunto accordo”

Secondo alcune precedenti ricostruzioni della vicenda l‘AD di Unipol, Carlo Cimbri, sarebbe stato a conoscenza dell‘accordo.

La holding Premafin dice “di non essere in possesso di informazioni riferibili a detti accordi, e si riserva ogni valutazione”.

Martedì scorso la procura di Milano ha sequestrato quello che sembra essere una copia del presunto accordo tra Ligresti e Nagel - di cui si sarebbe discusso il 17 maggio - e che non risulta firmata.

Tra le clausole dell‘accordo, hanno spiegato nei giorni scorsi fonti investigative, Ligresti chiedeva come buonuscita il 30% di Premafin, pari circa a 45 milioni di euro.

Il testo - scritto a mano su ambo i lati di un foglio a quadretti e sottoposto ai vari soggetti interessati - fa riferimento all‘ipotesi di lasciare a Salvatore Ligresti un ufficio, una segretaria, un autista e una delle sue cascine, a Jonella una “liquidazione” e a Paolo e Giulia il mantenimento dell‘attività lavorativa in Francia e in Svizzera, come riferito da fonti vicine alla situazione.

All‘incontro per la stesura della bozza avrebbero partecipato oltre a Ligresti e Nagel, anche Jonella e l‘avvocato Cristina Rossello.

Adesso gli inquirenti stanno cercando la copia originale della lettera per verificare se ci siano le firme in calce di Ligresti e Nagel come si evincerebbe dalla registrazione di una conversazione tra Jonella Ligresti e l‘avvocato Cristina Rossello. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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