July 27, 2012 / 1:12 PM / 6 years ago

Bce e banche centrali potrebbero svalutare debito greco

Una filiale di ATEbank chiusa nel centro di Atene, 16 luglio 2012. REUTERS/John Kolesidis

BRUXELLES (Reuters) - Le autorità europee stanno lavorando su alcune opzioni “di ultima istanza” per ridurre il debito greco e mantenere il paese ellenico nella zona euro, con la Bce e le banche centrali nazionali disposte ad accollarsi significative perdite sui titoli governativi in loro possesso, secondo quanto riferito a Reuters da alcuni funzionari.

I creditori privati hanno già sopportato importanti svalutazioni sui bond greci nell’ambito del secondo piano di salvataggio di febbraio ma questo non si è rivelato sufficiente per mettere il paese in salvo.

L’ultima chance rimane la riduzione del debito greco di ulteriori 70-100 miliardi di euro, per portarlo a un livello più gestibile pari al 100% del Pil, secondo diversi funzionari senior della zona euro a conoscenza delle trattative.

Questa eventualità implicherebbe che Bce e banche centrali nazionali si accollino delle perdite sui titoli governativi greci in portafoglio e potrebbe coinvolgere anche i governi nazionali.

L’opzione favorita è che Bce e banche centrali sostengano i costi, ma questo potrebbe anche significare la necessità di ricapitalizzare l’istituto di Francoforte e alcune banche centrali, tra cui quelle di Francia, Malta e Cipro, tra le più esposte verso la Grecia, aggiungono i funzionari.

La Bce non ha commentato le indiscrezioni. Il progetto è ancora alle fasi iniziali e non sono state avviate discussioni formali. Ma c’è la consapevolezza che la Grecia è fuori strada nel miglioramento delle proprie finanze e che è necessaria un’azione aggressiva per mantenere il paese nella zona euro.

Un’altra opzione prevede che Bce e banche centrali della zona euro procedano a svalutazioni dei titoli governativi greci per un ammontare del 30%, nell’ambito di un processo che i banchieri chiamano ‘haircut’.

I crediti complessivi verso la Grecia, tra cui anche prestiti bilaterali da parte dei governi della zona euro, ammontano a circa 220-230 miliardi.

Secondo un funzionario, un 30% di svalutazioni ammonterebbe a poco più di 70 miliardi, secondo un altro la cifra sarebbe tra i 70 e i 100 miliardi. L’eventualità che la Bce si accolli le perdite e venga di conseguenza ricapitalizzata “politicamente sarebbe più accettabile rispetto a una eventuale perdita per i cittadini contribuenti”, sottolinea una delle fonti.

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