25 luglio 2012 / 07:19 / tra 5 anni

Btp fragili, spread 10 anni a 520 punti, 2 anni sopra quota 500

MILANO (Reuters) - Il pomeriggio dell‘obbligazionario italiano è stato sostanzialmente di consolidamento delle posizioni raggiunte a metà seduta, lontano dai picchi visti alle prime battute, ma sotto i livelli migliori.

L'ingresso della Borsa di Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo

I dealer dicono che qualche acquisto in più nel pomeriggio si è visto, soprattutto in contemporanea con la risalita delle borse, ma i volumi sono rimasti decisamente scarni. Preoccupa inoltre il fatto che la curva dei rendimenti continua nel processo di appiattimento, con la parte a breve che cresce più della lunga, segno di forte preoccupazione: anche lo spread tra Btp e bund a due anni ha superato oggi la soglia dei 500 punti base.

A ciò si aggiunge il fatto che da domani inizia la tornata d‘asta di fine mese, con l‘offerta dei Ctz che al momento mostrano rendimenti oltre il 5%.

“Il mercato resta molto fragile sia a causa del‘estrema inconsistenza dei volumi, sia per la confusione ancora in essere circa la risoluzione della crisi” dice un dealer.

Su piattaforma Tradeweb, il differenziale di rendimento tra decennali italiani e tedeschi in chiusura si trova in area 520 punti base, dopo un minimo di seduta a 515 pb.

Alle prime battute stamane aveva raggiunto quota 545 punti base, il massimo dal 17 novembre dell‘anno scorso, data di poco successiva a quella del 9 novembre in cui lo spread salì fino al massimo dall‘introduzione dell‘euro di 576 punti base. Ieri sera aveva chiuso a 534 pb.

Parallelamente il rendimento sul decennale italiano è sceso a 6,48%% dopo un‘apertura a 6,69%, toccando un massimo dall‘11 gennaio scorso, dal 6,57% dell‘ultima chiusura.

In netto calo dai massimi anche il rendimento sul biennale italiano al 4,988% dopo un picco stamane a 5,30% (massimo dal 19 dicembre) dal 5,08% di ieri sera.

Il mercato continua ad attendere azioni forti: un vero quantitative easing da parte della Bce, una compartecipazione al rischio di credito dei paesi nella zona euro e/o riforme radicali di micro-economia.

Particolare attenzione si è data oggi alle parole di Ewald Nowotny della Bce, viste come una lieve apertura circa il compito della Bce, quando ha detto che esistono delle ragioni per dotare il fondo permanente di salvataggio europeo di una licenza bancaria, un‘idea che la Bce ha finora respinto.

“Ma pare essere una voce nel deserto” dice un dealer.

Debole la voce di Hollande stamane, che ha sollecitato una rapida attuazione delle misure anticrisi stabilite nel consiglio europeo di fine giugno. Mentre Spagna e Francia si sono trovate d‘accordo circa il fatto che la garanzia della stabilità della zona euro richiede l‘adozione di un singolo meccanismo di supervisione sulle banche entro la fine dell‘anno.

OCCHI AD ASTA DOMANI SU CTZ

I dealer guardano con apprensione alla prossima tornata d‘asta, non tanto per la domanda che si aspettano buona come al solito, quanto per l‘elevato livello dei rendimenti.

Domani apre la tre giorni con il Ctz maggio 2014 che verrà offerto per un ammontare di 1,5-2,5 miliardi. Il titolo sul mercato quota stasera un rendimento del 5,20%: all‘asta di fine giugno era stato collocato a un rendimento del 4,712% e l‘attuale livello rappresenterebbe il massimo dopo il 7,814% di fine novembre che rappresentava il massimo dall’ introduzione dell‘euro.

Domani non verrà affettuata l‘asta sui BTPei che solitamente cade in questo turno, dopo che oggi si è effettuato il concambio per il riacquisto di quattro titoli di questa tipologia a fronte del collocamento di Btp maggio 2017.

L‘asta di concambio di oggi ha avuto un esito soddisfacente, anche se di poco impatto sul mercato e di lieve valore segnaletico.

Il Tesoro è riuscito a collocare 1,156 miliardi di Btp 1/5/2017 e a ritirare 1,326 miliardi complessivi di quattro diversi BTPei con scadenze comprese tra il 2017 e il 2035. Si tratta di un‘operazione ‘di cortesia’ nei confronti di questi investitori lunghi di BTPei che sono usciti da alcuni indici, come quelli di Barclays. “Tutto sommato il fatto che abbiamo visto solo 1,3 miliardi di cessione di BTPei è un segnale positivo poichè vuol dire che non erano molti gli investitori in quelle condizioni” commenta un dealer. “E’ comunque un segnale di serietà dell‘emittente Tesoro”.

Venerdì sarà la volta dei Bot semetrali, mentre le aste a medio lungo sono in agenda lunedì prossimo.

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