July 24, 2012 / 7:29 AM / 6 years ago

Btp chiudono in netto calo, spread sopra 530 punti

MILANO (Reuters) - Ancora una chiusura in flessione per i Btp dopo il forte ribasso registrato ieri, con lo spread che risale sopra i 530 punti base, riportandosi ai massimi dallo scorso 10 gennaio.

Il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente del Consiglio Mario Monti il 4 luglio scorso. REUTERS/Max Rossi

In un mercato dai volumi assottigliati, gli operatori già iniziano a fare i conti con la tornata d’aste italiane di fine mese, che prederà il via dopodomani in un contesto di tensioni crescenti legate ai dubbi sulla stabilità finanziaria spagnola e alla permanenza della Grecia nell’euro.

“Il tema dei mercati resta la Spagna, che trascina in basso anche l’Italia” spiega lo strategist di Ing Alessandro Giansanti.

“Il mercato sta diventando molto nervoso, la paura è che la Spagna debba chiedere altri aiuti e passare da un bailout delle banche a uno sovrano” prosegue lo strategist, sottolineando come tolti i 100 miliardi del piano di ricapitalizzazione delle banche spagnole a disposizione del fondo salva stati Efsf rimangano solo 140 miliardi di euro, cifra “a malapena sufficiente per coprire due anni di esigenze di finanziamento della Spagna”.

Dopo una partenza di seduta in positivo - con lo spread che sembrava in grado di testare al ribasso la soglia dei 500 punti base - il mercato è tornato a frenare pesantemente nel pomeriggio. Su piattaforma Tradeweb, il differenziale di rendimento tra Btp e Bund decennali ha terminato la seduta sui massimi, a 534 punti base dai 516 di ieri. E l’allargamento non è stato più ampio solo perché la carta tedesca è rimasta appesantita lungo tutto la giornata a causa della decisione di Moody’s di assegnare un outlook negativo alle triple-A di Germania, Olanda e Lussemburgo.

“L’atteggiamento è decisamente di avversione al rischio, su Italia e Spagna ovviamente ma anche con vendite su Francia e Belgio” dice un trader da Londra. “La curva italiana continua ad appiattirsi anche oggi, il tratto 2-5 anni è quello più penalizzato, cosa che riflette un evidente aumento della percezione del rischio di credito”.

Il rendimento sul benchmark decennale italiano ha toccato in seduta un picco del 6,58%, massimo da 17 gennaio scorso, mentre per la prima volta dal 10 gennaio il rendimento sul biennale è risalito sopra quota 5%.

DA ASTE SPAGNA AD ASTE ITALIA

Madrid ha collocato stamane titoli a 3 e 6 mesi per circa 3,05 miliardi complessivi, con rendimenti in lieve risalita su entrambe le scadenze: si tratta comunque dei secondi tassi più alti pagati dalla Spagna sul breve, dall’introduzione dell’euro.

“Anche sul breve i costi di finanziamento stanno diventando insostenibili per la Spagna” prosegue il trader.

E già in settimana si avranno le aste italiane a breve, ovvero sul tratto di curva più penalizzato nelle ultime sedute, anche se per l’Italia rimane un margine di sicurezza in termini di rischio di inversione della curva dei rendimenti, circostanza già realizzatasi per la Spagna sul segmento 5-10 anni. Sul medesimo tratto di curva, l’Italia mantiene per ora una pendenza di 20-25 punti base.

A mercati chiusi il Tesoro comunicherà i dettagli per le aste di Ctz e Bot di giovedì e venerdì prossimi. Secondo le previsioni di Intesa Sanpaolo il Tesoro offrirà Ctz per 2,5 miliardi e, il giorno successivo, Bot a 6 mesi per 8 miliardi. Previsioni sostanzialmente analoghe anche da Unicredit (2-3 miliardi sul Ctz e 8 sul Bot).

Più incerta è invece la possibilità che si proceda con le aste di indicizzati a seguito del recente annuncio dell’operazione di concambio che si terrà domani, in cui il Tesoro propone il riacquisto di una serie di BTPei (usciti da alcuni indici di Barcalys dopo il downgrade di Moody’s dell’Italia) in cambio di Btp maggio 2017.

Intesa e Unicredit continuano ad ogni modo a prevedere un’offerta anche di indicizzati da parte del Tesoro (rispettivamente per 800 milioni e per 0,5-1 miliardo).

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