July 19, 2012 / 6:06 PM / 6 years ago

Unipol prende controllo Premafin, si lavora a fusione

MILANO (Reuters) - Dopo sette mesi di lunghe e difficile trattative Unipol conquista il controllo di Premafin, passo decisivo per proseguire con il piano di fusione a quattro con con Fonsai e Milano Assicurazioni.

La compagnia bolognese ha infatti sottoscritto oggi l’aumento di capitale riservato di Premafin necessario a dotare la holding, appartenuta ai Ligresti, delle risorse necessarie per sottoscrivere la quota di propria competenza della ricapitalizzazione da 1,1 miliardi di Fonsai, partito lunedì.

L’aumento di capitale di Premafin, previsto fino a 400 milioni, è stato sottoscritto da Unipol per un importo inferiore di 340 milioni circa, ad un prezzo di 0,195 euro. La compgnia delle coop diventa così l’azionista di controllo di Premafin con una quota del capitale pari a circa l’81%.

“L’aumento di capitale è stato eseguito e Premafin a sua volta ha eseguito l’aumento di Fonsai per la quota di sua competenza”, ha annunciato l’AD di Unipol, Carlo Cimbri, uscendo dallo studio notarile Marchetti dove sono state apposte le firme per il closing dell’operazione.

“Si chiude con ‘qualche settimana’ di ritardo la prima fase di un progetto di integrazione che, per quanto ci riguarda non è mai cambiato rispetto al 29 gennaio e che nei prossimi mesi vedrà l’attuazione dei passaggi successivi per la creazione di un’unica grande compagnia assicurativa”, ha proseguito Cimbri conversando con i giornalisti.

Cimbri, visibilmente soddisfatto della chiusura dell’operazione di aumento di capitale, ha confermato l’obiettivo di fine anno per il via libera delle assemblee alla fusione anche se “la burocarzia e complessa “ e i tempi “sono da prendere con il benficio dell’invetario”.

Chiuso il capitolo degli aumenti, si inizierà subito a lavorare al progetto industriale, ha sottolineato Cimbri.

“Finalmente si può cominciare a lavorare per l’interesse industriale delle aziende e non per cavilli burocratico-legali”, ha detto, e questo “nell’interese delle compagnie, azionisti e assicurati che sono poi i veri soggetti da tutelare”.

“Cercheremo di recuperare il tempo che ci è stato fatio pedrere perche c’è la possibilità di costruire un grande gruppo. In un contesto non facile, lavorare con soggetti italiani, manager italiani e capitali italiani per rafforzare un patrimonio italiano è una sfida ancora più motivante”, ha detto l’AD.

Cimbri ha anche voluto rassicurare i piccolo azionisti di fronte alla forte volatilità dei titoli Fonsai e Unipol sotto aumento di capitale: “Questa non è un’operazione che può essere valutata in un breve arco temporale”.

“Ai nostri azionisti noi chiediamo un grande sacrificio perchè l’operazione richiede a un investimento importante, ma non l’avremmo fatta se non fossimo stati convinti che nel medio termine darà soddisfazioni migliori che se non fosse stata fatta”.

Una battuta infine sui concorrenti Sator e Palladio che hanno proposta al gruppo Fonsai un’offerta alternativa.

“Il mio pensiero va ai sottoscrittori dei fondi di Sator e Palladio e ai soldi spesi per contrastare inutilmente questo progetto”, ha detto interpellato dai giornalisti.

“Spero abbiano almeno i soldi per partecipare all’aumento di capitale”, ha aggiunto.

Nel Cda di questa mattina sull’aumento di capitale di Premafin è stata bocciato “a maggioranza” la proposta avanzata dal presidente Giulia Ligresti di prorogare l’operazione, ipotesi che avrebbe aperto nuovi scenari. Lo ha riferito una fonte vicina al consiglio secondo cui avrebbero votato a favore della proposta del presidente tre consiglieri.

PER CDA DANNO GRAVISSIMO DA MANCATO AUMENTO PER UNIPOL

Stamane è stata intanto diffusa la relazione del cda in risposta alla richiesta del custode giudiziale Alessandro Della Chà di una nuova assemblea per revocare l’aumento riservato e valutare anche la proposta Sator-Palladio.

Secondo il cda Premafin, la mancata sottoscrizione dell’aumento riservato a Unipol avrebbe avuto “evidenti gravissime conseguenze” a partire dall’escussione del pegno da parte delle banche creditrici e dal venire meno dei presupposti della continuità aziendale per finire con il decadere dell’impegno Unipol.

Rinviare l’aumento Unipol per permettere il paragone fra le due offerte avrebbe avuto quindi l’effetto pratico di lasciare sul campo una sola offerta, quella Sator, senza possibilità di paragoni.

Circa l’offerta Sator, l’assenza di una ricapitalizzazione di Premafin, come previsto dalla proposta dei due fondi, porterebbe la società a non poter sottoscrivere l’aumento Fonsai. Ne conseguirebbero una sensibile riduzione dei ricavi (legati ai dividendi della controllata), la perdita del valore economico del premio di controllo. In questo quadro, inoltre, per Premafin sarebbe estremamente difficile trovare finanziatori.

(Andrea Mandalà)

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