July 12, 2012 / 7:14 AM / in 6 years

De Tomaso, arrestato Rossignolo per truffa aggravata

TORINO (Reuters) - Il presidente della casa automobilistica De Tomaso, Gian Mario Rossignolo, è da stamani agli arresti domiciliari per truffa aggravata ai danni dello Stato nell’ambito di un’inchiesta sulla presunta illecita percezione, da parte della società, di finanziamenti pubblici per 7,5 milioni di euro per corsi di formazione mai avviati.

Il presidente della De Tomaso, Gian Mario Rossignolo, al centro, durante la presentazione di un'auto della società a Palazzo Chigi nel febbraio 2011. REUTERS/Max Rossi

La Guardia di Finanza riferisce che Rossignolo, 82enne e incensurato, è stato arrestato stamani nella sua villa nell’Alessandrino, ma sconterà i domiciliari nella sua villa sulla collina torinese. Secondo il gip che ha firmato l’ordinanza di custodia, per lui ci sarebbe il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio.

Per lo stesso motivo sono invece finiti in carcere Claudio De Grate, 57enne di Livorno e socio della De Tomaso, e Christian Limonta, 33enne di Bergamo, mediatore finanziario.

Al momento non è stato possibile raggiungere i legali degli interessati e della società per un commento.

Oltre agli arresti, i finanzieri hanno eseguito anche otto perquisizioni tra Piemonte, Lombardia e Toscana.

Stamani intanto, il tribunale di Torino ha dichiarato fallita la società ed è stato nominato un curatore fallimentare e per questo nell’inchiesta, avviata circa tre mesi fa, spunta ora anche l’ipotesi di reato di bancarotta, secondo quanto riferiscono gli inquirenti.

Nelle settimane scorse anche il tribunale di Livorno ha dichiarato il fallimento della società.

Nei mesi scorsi, la procura di Torino ha avviato l’inchiesta incaricando la Gdf di effettuare degli accertamenti per capire come la De Tomaso abbia utilizzato i fondi pubblici ricevuti dalla Regione Piemonte e dalla Ue.

Secondo gli inquirenti, per accedere ai contributi sarebbe stata utilizzata una fidejussione milionaria falsa e parte dei fondi sarebbero finiti nelle tasche di dirigenti della società.

La De Tomaso ha ricevuto svariati milioni di euro per i corsi di formazione di circa mille operai in cassa integrazione dal 2010, iniziati questo gennaio, andati avanti per due mesi e poi interrotti. Nel maggio scorso la Regione Piemonte aveva chiesto il rientro di 5 milioni di fondi pubblici erogati all’azienda.

Gli investigatori hanno precisato oggi che l’inchiesta continua e che sotto indagine c’è anche un altro finanziamento da sei milioni di euro percepito dall’azienda e concesso dalla Regione Piemonte per l’adeguamento tecnologico degli impianti di produzione. - Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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