July 11, 2012 / 3:55 PM / 6 years ago

Btp positivi in chiusura, spread su Bund in area 455 pb

MILANO (Reuters) - Consolidano il progresso della prima parte della seduta i benchmark Btp, al termine di una sessione dalla volatilità ridotta che segna una leggera chiusura della forbice tra tassi decennali nel tradizionale confronto Italia/Germania.

L'ingresso della Borsa di Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo

Resta così agilmente al di sotto della temuta soglia di 6% il rendimento del dieci anni settembre 2022, mentre il ventaglio Btp/Bund, sempre sul segmento decennale, si riporta in area 455 con un vantaggio di una decina di centesimi sulla chiusura precedente.

“Un risultato certamente non eccezionale, si è però almeno ridotta la forte volatilità degli ultimi giorni e sul livello di 450/460 si potrebbe tentare un consolidamento per poi puntare - non nel brevissimo, tenendo conto dell’appuntamento con le aste - a una chiusura più marcata” commenta l’operatore di una grande banca italiana.

Il riferimento è all’agenda dei prossimi giorni: 7,5 miliardi di euro di Bot a dodici mesi sul vassoio domani seguiti venerdì dalla riapertura riservata agli specialisti ma soprattutto da carta a medio-lungo - dai ben più onerosi costi di collocamento - fino a 5,25 miliardi.

Il Buono luglio 2013 in asta domattina, spiega un secondo addetto ai lavori, dovrebbe essere assorbito con grande facilità dagli investitori nazionali ed esteri a giudicare anche dall’odierna performance sul mercato grigio, dove termina con un tasso in area 2,855%.

La parte brevissima della curva, argomenta, risulta particolarmente attraente dopo che la scure Bce si è abbattuta sui depositi marginali, portandoli da oggi allo zero.

Guardando invece al nuovo Btp a tre anni in asta venerdì - il Buono 15 luglio 2015 offerto per 2,5-3,5 miliardi - tre fattori potenzialmente favorevoli al collocamento sono la ‘size’ relativamente contenuta, la ricchezza della cedola da confrontare con il 2,50% sul precedente benchmark marzo 2015 e l’ormani quasi scontato annullamento dell’asta di metà agosto.

“Chi salta questo giro dovrà aspettare settembre” dice il primo trader.

Per tornare al tema dello ‘spread’ Btp/Bund, si è fatto nuovamente sentire oggi il numero uno di Banca d’Italia. Intervenuto all’assemblea annuale Abi, sulla falsariga di quanto pochi giorni fa dichiarato in un’intervista al ‘Corriere’ Ignazio Visco ha ripetuto che i fondamentali dell’economia nazionale “non giustificano” il livello del differenziale Btp/Bund.

Secondo il banchiere, il premio di rendimento pagato dall’Italia “è di gran lunga superiore a quanto sarebbe giustificato... Riflette generali timori di rottura dell’unione monetaria: un’ipotesi remota, che sta però condizionando le scelte degli investitori internazionali”.

Su costo e destino della raccolta italiana si sofferma anche l’economista capo Goldman Sachs per l’Europa Huw Pill, che in un’intervista a Reuters sostiene il rifinanziamento del debito pubblico non sia per Roma un problema a breve e che gli investitori nazionali rappresentano un punto di forza. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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