July 3, 2012 / 7:14 AM / 6 years ago

Borse Asia-Pacifico, indici positivi in vista di mosse espansive

TOKYO (Reuters) - Azionario asiatico in generalizzato rialzo, sostenuto dalla prospettiva di interventi espansivi da parte delle principali banche centrali, preoccupate di rilanciare la fragile congiuntura globale che mostra segni di ulteriore deterioramento.

Un'immagine della Borsa di Kuala Lumpur. REUTERS/Bazuki Muhammad

L’ultimo campanello d’allarme è suonato con i numeri sul manifatturiero Usa, che ieri hanno mostrato a giugno la prima contrazione da quasi tre anni allineandosi alle anemiche performance di zona euro. La deludente lettura dell’Ism statunitense fa aumentare le scommesse che Federal Reserve possa varare il terzo programma di ‘quantitative easing’ già in occasione del prossimi Fomc.

Se nell’ultima riunione sui tassi l’istituto centrale Usa si è limitato ad allungare la durata degli asset in portafoglio, la prossima mossa potrebbe essere quella di stampare moneta per finanziare la sottoscrizione di carta pubblica.

La prima a muoversi potrebbe comunque essere la Banca centrale europea, che già dopodomani potrebbe votare a favore di un allentamento monetario da 25 punti base che porterebbe i tassi di riferimento al nuovo minimo storico di 0,75%.

Intorno alle 8,45 l’indice Msci dell’area Asia-Pacifico tratta in rialzo di 0,9% dopo che il Nikkei giapponese, non compreso nell’indice, ha archiviato la seduta in recupero di 0,7%.

Tra i singoli listini asiatici particolarmente ben intonata la piazza di Hong Hong, in recupero di oltre 1% oltre la media mobile degli ultimi 200 giorni per colmare il ritardo sulle controparti dopo la pausa di ieri per festività.

“Siamo di fronte al proseguimento della spinta positiva di ieri, dovuta alle conclusioni del vertice Ue, in vista del consiglio Bce che potrebbe tagliare i tassi già dopodomani” commenta Tom Kaan, direttore di Louis Capital Markets a Hong Kong.

Le scommesse di nuove mosse espansive sui tassi spingono al rialzo le quotazioni dell’oro, tradizionale destinatario degli acquisti rifugio legati al timore del futuro insorgere di pressioni inflative.

L’istituto centrale australiano ha confermato i tassi di riferimento a 3,5%, osservando che negli ultimi sei mesi si è già verificato un effettivo allentamento delle condizioni di politica monetaria.

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