2 luglio 2012 / 15:04 / tra 5 anni

Impregilo, Gavio esclude lancio Opa e accordo con Salini

di Elisa Anzolin

MILANO (Reuters) - Beniamino Gavio mette sul piatto un buy-back che potrebbe arrivare fino al 20% del capitale e un dividendo straordinario per convincere gli azionisti di Impregilo a votare a suo favore alla prossima assemblea del 12 luglio, ma esclude il lancio di un‘Opa nel caso dovesse uscire sconfitto dallo scontro con il contendente Salini.

Gavio, attraverso Igli, detiene il 29,9% di Impregilo, una quota sostanzialmente paritetica a quella rastrellata da Salini negli ultimi mesi.

“Con questo mercato oggi sinceramente non me la sentirei di mettere un miliardo sul tavolo. Se dovessi andare sotto (in assemblea), aspetterei”, ha detto Beniamino Gavio a margine di una conferenza di Autostrade Torino-Milano (che controlla Igli), in risposta ad una domanda sulla sua reazione a un‘eventuale vittoria assembleare di Salini.

Gavio ha inoltre escluso la possibilità di un accordo con Salini: “Abbiamo due stili di vita, due mentalità, due business completamente diversi”, ha commentato.

Al dividendo straordinario proposto da Salini, Gavio risponde con un buy back fino al 20% delle azioni Impregilo, utilizzando riserve per 200 milioni e i proventi dell‘eventuale vendita del 19% di Ecorodovias, e con la possibile distribuzione di un dividendo straordinario.

La partita si giocherà nell‘assemblea convocata da Salini per il prossimo 12 luglio, quando i soci del gruppo di costruzioni saranno chiamati a votare sulla revoca dell‘attuale Cda e sulla nomina di un nuovo consiglio.

“Non sono contrario a utilizzare le risorse derivanti dalla vendita di Ecorodovias per arrivare fino al massimo possibile”, ha detto Alberto Sacchi, Ceo di Autostrade Torino-Milano, ricordando che la normativa prevede un acquisto massimo di azioni proprie fino a un tetto del 20%.

Sacchi ha chiarito che il progetto di buyback, attraverso un‘offerta pubblica di acquisto rivolta a tutti gli azionisti che dovrebbe avvenire entro fine anno, dovrà essere approvato in assemblea dalla maggioranza degli azionisti che detengono una quota inferiore al 10% del capitale sociale.

In questo caso, come previsto dall‘articolo 44 del Tuf, il superamento della soglia del 30% del capitale a seguito del buyback non comporterebbe l‘obbligo di Opa, un‘eventualità che potrebbe riguardare sia Igli che Salini.

“C‘è la disponibilità a valutare un dividendo straordinario”, ha detto ancora il manager pur sottolineando che sono decisioni che spettano al board di Impregilo.

Tornando al buyback, secondo Sacchi è un “una forma di remunerazione del capitale moderna e non arcaica...è un piano democratico: chi vuole disinvestire disinveste e chi ci crede rimane nel capitale della società”. Il manager ha poi sottolineato che nel road show che la società sta portando avanti è stato riscontrato un “grossissimo apprezzamneto” per il piano di buyback.

GAVIO: IMPREGILO VALUTERA’ POSSIBILI ACQUISIZIONI

Le linee strategiche del piano del gruppo Gavio per sostenere lo sviluppo di Impregilo nel periodo 2012-2016 prevedono inoltre una politica di dividendi in linea con il 2011 e “il cogliere opportunità di crescita, anche valutando anche possibili acquisizioni mirate in grado di creare valore”.

Oltre alla parziale dismissione della partecipazione di Ecorodovias, si prevede la valorizzazione di asset no core come Fisia e Fisia Babcock. A questo proposito, a margine dell‘evento, Beniamino Gavio ha sottolineato che per queste società non ci sono ancora offerte vincolanti ma che per per Fisia Babcock ci sono contatti con una società giapponese.

Sono state infine rimarcate le sinergie che potrebbero essere realizzate tra le varie società del gruppo (oltre a Impregilo e Autostrade To-Mi c‘è anche Sias), pur ribadendo che resteranno tre società quotate e autonome.

Nel caso il piano di buyback venisse portato avanti e i due principali azionisti di Impregilo superassero la soglia del 30% senza l‘obbligo di lanciare l‘Opa, potrebbero poi continuare ad aumentare la loro partecipazione fino a un massimo del 5% l‘anno, anche se non nell‘immediato.

A questo proposito, Sacchi si è detto favorevole a salire ancora dal momento che finora Impregilo si è rivelato un ottimo investimento.

Sulla fusione caldeggiata da Salini, Sacchi è stato categorico: “in assemblea una fusione con un azionista al 29,9% (Igli) contrario non passa, non capisco come (Salini) pensi di passare. Gli investitori mi dicono che voglia passare attraverso una scorciatoia”, ha detto il Ceo facendo probabilmente riferimento alla possibilità che la fusione venga deliberata dal Cda senza passare per l‘assemblea, sottolineando che ci sarebbe un conflitto d‘interesse e dichiarandosi pronto a dare battaglia.

Intanto i toni della diatriba tra i due azionisti di Impregilo si inaspriscono sempre più.

E’ di questa mattina il comunicato di Salini che rende noto di aver “incaricato i suoi avvocati di avviare ogni opportuna iniziativa a tutela propria e del mercato” a seguito dei “ripetuti tentativi da parte del Gruppo Gavio e dei suoi advisor (incluso il consulente legale) di influenzare l‘opinione degli investitori con la diffusione di notizie completamente prive di qualsiasi fondamento fattuale o giuridico”.

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