26 giugno 2012 / 15:08 / tra 5 anni

Monti: a vertice Ue non per visto formale, lavorare a oltranza

Il presidente del Consiglio Mario Monti . REUTERS/Edgard Garrido (MEXICO - Tags: POLITICS BUSINESS)

* Monti: arrivare a apertura mercati lunedì con nuove difese

* Italia vuole meccanismo antispread, investimenti pubblici

di Francesca Piscioneri e Roberto Landucci

ROMA (Reuters) - L‘Italia non andrà al Consiglio europeo di giovedì e venerdì per apporre un via libera formale a documenti prestampati e si prepara a trattare a oltranza.

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, dicendosi disponibile a lavorare anche fino a domenica sera per arrivare all‘apertura dei mercati di lunedì 2 luglio con misure che proteggano la zona euro da nuove tensioni.

Nonostante una severa riforma della previdenza e le manovre restrittive approvate per raggiungere il bilancio strutturale nel 2013, l‘Italia è tornata a essere penalizzata dai mercati e oggi ha collocato Ctz a due anni al 4,712% dal 4,037% di maggio.

Lo spread tra il rendimento dei Btp a dieci anni e i bund tedeschi veleggia attorno ai 470 punti base.

L‘ex premier Silvio “Berlusconi ha parlato giustamente di assoluta indeterminatezza per i risultati del vertice. Li vedremo presto, c‘è spazio negoziale aperto”, ha detto Monti intervenendo in aua alla Camera nel corso del dibattito sulle mozioni di sostegno al governo in vista del summit del 28 e 29 giugno.

“Sono convinto anche io che questa non sarà una riunione in cui si andrà ad apporre un visto formale a documenti pre preparati”, ha proseguito il premier riferendosi ad una richiesta avanzata in aula dal deputato Pd Enrico Letta.

“Per quanto mi riguarda sono pronto a restare oltre il limite previsto della riunione e a lavorare fino a domenica sera se sarà necessario perché alla riapertura del mercato ci si presenti irrobustiti dal pacchetto per crescita... ma anche da meccanismi soddisfacenti per reggere alle tensioni di mercato”.

Berlusconi, che prima del dibattito in aula ha incontrato Monti per un pranzo, aveva parlato di “assoluta indeterminatezza” nelle azioni che il governo italiano ha intenzione di intraprendere a Bruxelles. Monti ha preferito intrepretare in senso positivo le affermazioni dell‘ex premier, cioè come possibilità di trattare ad ampio raggio.

Letta, nel suo intervento in aula, ha chiesto al governo di non esitare a usare “l‘arma finale” del veto.

UE TROVI SOLUZIONI COMUNI PER EVITARE SPIRALE RECESSIVA

Monti ha ricordato che il pacchetto da 130 miliardi per la crescita approvato da Italia, Francia, Spagna e Germania nel vertice di Roma venerdì scorso, contiene “molti elementi che l‘Italia per prima ha presentato e un tassello importante in questo quadro è quello degli investimenti pubblici produttivi”.

La preoccupazione principale, ha spiegato l‘ex commissario Ue per la Concorrenza, è quella di trovare “soluzioni comuni europee” per evitare la spirale perversa rigore-recessione-debito come un meccanismo “che anticipi il tardivo riconoscimento dei mercati ai progressi compiuti dai Paesi virtuosi” come l‘Italia.

MOAVERO: PUNTARE SU DECISIONI IMMEDIATE ANTI-SPREAD

L‘Italia, ha detto il ministro per gli Affari europei Enzo Moavero, proporrà in sede di Eurogruppo ed Ecofin l‘introduzione di un meccanismo semi-automatico per la riduzione degli spread tra governativi con il coinvolgimento della Bce o del fondo Esm. L‘iniziativa è, però, osteggiata dalla Germania.

“Sul tavolo ci sono gli investimenti mirati (anche noti come golden rule) e il meccanismo antispread”, ha detto Moavero parlando con i giornalisti a Lussemburgo a margine di un consiglio dei ministri Ue.

“Pensiamo che per corroborare il segnale di capacità dell‘Europa di prendere decisioni al passo con i tempi, siano necessarie decisioni di impatto e applicazione più immediati, che riguardano elementi legati ai mercati”, ha aggiunto con riferimento, per l‘appunto, al meccanismo anti-spread.

Nel suo discorso a Montecitorio Monti ha infine sottolineato la necessità che governo e Parlamento vadano avanti “come un tandem, con un motore unico” mostrando di avere orientamenti condivisi sul da farsi per superare la crisi dei debiti sovrani.

Poi un ringraziamento alla disponibilità della Camera a dare il via libera definitivo alla riforma del mercato del lavoro entro mercoledì, in modo da arrivare a Bruxelles con il provvedimento in tasca.

“Domani, dopo il via libera alla riforma, manderò una lettera al presidente del Consiglio europeo [Herman Van Rompuy] e al presidente della Commissione [Manuel Barroso] per informarli sui progressi fatti dall‘Italia” sulla strada delle riforme. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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