19 giugno 2012 / 14:15 / 5 anni fa

Banche estere, in 2011 più impieghi in Italia, meno titoli Stato

MILANO (Reuters) - Nel 2011 le banche estere presenti in Italia aumentano i finanziamenti concessi a famiglie e imprese ma riducono gli investimenti in titoli di Stato italiani segnalando un calo della fiducia nel sistema pubblico in generale.

E’ quanto è emerso in uno studio dell‘Aibe sulla presenza delle banche estere nel sistema economico-finanziario italiano in base ai dati 2011 presentato oggi dall‘Associazione.

L‘anno scorso gli impieghi erogati dagli istituti stranieri hanno registrato un tasso di crescita del 3% che si confronta con un modesto +0,7% della media nazionale.

Grazie anche alle minori difficoltà incontrate sulla raccolta, cresce dunque la quota di mercato dei finanziamenti concessi da filiali e filiazioni di banche estere al settore privato che passa al 16,3% dal 16,1%.

In particolare la quota dei mutui erogati nel 2011 da istituti esteri è pari al 28% delle totale, in crescita rispetto al 2010.

Lo studio evidenzia inoltre come, relativamente alle controparti, per la prima volta i finanziamenti alle famiglie hanno superato quelli alle imprese, con una quota di mercato che nel primo caso sale al 19,6% (dal 18,6% del 2010), mentre nel secondo rimane stabile al 12,6%.

Sul fronte della raccolta da clientela la quota di mercato complessiva è pari al 13,7% dell‘intero sistema, in crescita dal 2007.

Relativamente al settore pubblico, in linea al trend discendente dello stock di debito pubblico nei portafoglio degli investitori esteri (-14 miliardi di euro di deflussi per le banche estere operanti con insediamenti in Italia), la quota di titoli di Stato è passata dal 17,2% nel 2010 al 10,4% nel 2011 per poi scendere ancora all‘8,5% a fine marzo 2012.

La ricerca ricorda che questi dati non tengono conto degli investimenti diretti effettuati dalle case madri e dalle altre banche che non operano in Italia attraverso filiali o filiazioni ma che investono nel debito pubblico italiano.

“Il sentimento degli operatori esteri è di preoccupazione per il mantenimento del loro impegno verso i singoli operatori economici ma anche di sconforto perché il sistema Italia non cambia”, dice il presidente dell‘Associazione far le banche estere in Italia, Guido Rosa.

Secondo Rosa si tratta di un “sentiment a due velocità che simbolicamente si traduce nella interpretazione di due significativi aggregati: permangono e crescono da un lato i finanziamenti concessi da operatori esteri al sistema privato (imprese e famiglie) ma diminuisce, dall‘altro, la fiducia verso tutto ciò che è pubblico”.

Nel corporate e investment banking si conferma la rilevante presenza degli operatori esteri in attività come quelle legate ai prestiti sindacati (quota di mercato al 56%) e ai collocamenti degli strumenti di debito (62% dei collocamenti in pool).

Nel mercato del capitale di rischio, il 90% circa delle emissioni hanno coinvolto bookrunner esteri in attività che principalmente hanno riguardato aumenti di capitale, ma soprattutto è da evidenziare il ritorno nel private equity dove si registra una decisa ripresa della raccolta indipendente.

Sotto il profilo stutturale in Italia operano 102 banche estere (78 filiali/succursali e 24 filiazioni) in crescita rispetto a 98 del 2010 e rappresentanti il 17,5% del totale attivo del sistema bancario italiano.

Gli sportelli sono complessivamente circa 2.500 pari al 7% circa del totale operante in Italia. Il personale è di circa 38.000 unità, il 12% circa del totale, in crescita del 3% nell‘ultimo triennio, a fronte di un calo del 2% a livello di sistema. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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