June 12, 2012 / 8:55 AM / in 6 years

Btp ancora in calo, spread rivede 490 pb, focus su aste

MILANO (Reuters) - Chiusura ancora in netto calo, dopo quella di ieri, per i Btp, appesantiti dai dubbi del mercato riguardo il recente accordo di bailout delle banche spagnole, dai timori di un contagio ancora più pesante dalla Spagna all’Italia e, non ultimo, dall’avvicinarsi della tornata di aste di metà mese.

Trader a lavoro. REUTERS/Brendan McDermid

“Dopo gli aiuti alla Spagna, l’Italia è finita nell’occhio del ciclone. Da un lato ci sono dubbi sulla messa in pratica del piano spagnolo, sia sul fatto che l’Italia, già in difficoltà, sia chiamata a partecipare pesantemente al pacchetto” sintetizza un dealer da Milano.

Se i rendimenti di mercato sui Bonos decennali spagnoli sono saliti oggi ai massimi dall’introduzione dell’euro, quelli sui decennali italiani viaggiano sui livelli di fine gennaio con uno spread su Bund che ha rivisto i 490 punti base ed ha evitato un allargamento ancora più ampio solo grazie alla seduta di stop in cui è incappata anche la carta tedesca.

Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund sul tratto 10 anni ha chiuso a 475 punti base dai 474 punti base del finale di seduta di ieri, dopo aver toccato un picco di 490 punti base, riportandosi sui massimi da circa metà gennaio che aveva testato all’inizio di questo mese.

Il tasso del decennale italiano ha terminato la seduta al 6,17% dal 6,043% di ieri sera, dopo essersi spinto fino al 6,3%, il livello più alto toccato dal 19 gennaio scorso.

“Non se è intervenuta la Bce ma ci sono state alcune inversioni sospette del mercato sul tratto a dieci anni. Sicuramente non sono stati acquisti diretti ma è possibile che Francoforte abbia esercitato un qualche tipo di moral suasion su qualche banca”, ipotizza il dealer milanese.

“Il dieci anni tiene meglio di tutti mentre le scadenze più tartassate sono il breve e gli indicizzati”, evidenzia un secondo operatore.

Tratta intanto al 3,958% sul mercato grigio il rendimento sul Bot a 12 mesi che andrà in asta domani per la cifra di 6,5 miliardi, circa 160 punti base sopra il 2,34% registrato nell’ultimo collocamento: un livello che porterebbe il rendimento ai massimi rispetto al 5,952% dell’asta dello scorso dicembre.

In un report Unicredit sottolinea che l’ampia quantità di titoli che giunge contemporaneamente a scadenza (oltre 9,6 miliardi di Bot a tre e 12 mesi), l’ampio spread tra il tratto a 6 e quello a 12 mesi della curva italiana, nonchè i livelli elevatissimi di remunerazione offerti (superiori a quelli di un trentennale ‘core’) dovrebbero essere tutti fattori di sostegno per l’asta di domani.

Tuttavia, ammette la banca, “il sentiment di mercato si è mercatamente deteriorato di recente. L’accordo sull’aiuto finanziario alle banche spagnole non è riuscito a migliorare il sentimento di mercato e le imminenti elezioni parlamentari in Grecia rappresentano una fonte addizionale di incertezza”.

La tornata d’aste italiana prosegue giovedì con l’offerta di Btp benchmark a tre anni per 2-3 miliardi e di 0,75-1,5 miliardi complessivi su due ‘off-the-run’ sulle scadenze 2019 e 2020.

Tuttavia la paura resta. “Se entro l’estate qualcosa d’importante non verrà fatto dall’Unione europea, l’Italia alla fine sarà costretta a chiedere degli aiuti” conclude il secondo operatore.

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