1 giugno 2012 / 15:28 / tra 6 anni

Generali, in Cda c'è maggioranza su sfiducia Perissinotto

di Claudia Cristoferi e Gianluca Semeraro

MILANO (Reuters) - La maggioranza dei consiglieri di Generali - che si riuniranno domani in un board straordinario - è concorde sulla sfiducia all‘AD, Giovanni Perissinotto, mentre è sempre più probabile che a sostituirlo sia Mario Greco, attualmente alla guida del ramo ‘general insurance’ di Zurich Insurance Group.

Lo dicono alcune fonti vicine alla situazione a lo stesso azionista Leonardo del Vecchio, mentre a Piazza Affari la notizia di un possibile ricambio al vertice infiamma il titolo.

Il fronte dei soci a favore della sfiducia a Perissinotto può contare sul voto di 11-12 consiglieri su 17, riferisce una fonte sottolineando che tra i soci scontenti della gestione di Perissinotto ci sono Mediobanca, De Agostini, Caltagirone e Luxottica, “tutti con una propria autonomia decisionale”. [nL5E8H1CTG]

A sostenere l‘attuale AD del Leone sarebbero i consiglieri Diego Della Valle, Petr Kellner e Alessandro Pedersoli, spiegano altre fonti, ma i loro voti favorevoli non basterebbero a evitare la defenestrazione di Perissinotto che, in una lettera inviata ieri al Cda, ha annunciato di non volersi dimettere.

Fra gli altri consiglieri, Angelo Miglietta non vota in nome della Fondazione Crt ma per Effeti e “il suo voto non è fondamentale in quanto i giochi sono già fatti”, spiega una fonte. Anche Sergio Balbinot, l‘altro Ceo di Generali, potrebbe votare a sfavore di Perissinotto, per difendere se stesso, aggiunge la fonte.

“Se è stato indetto un consiglio vuol dire che i numeri ci sono”, aveva detto una fonte questa mattina.

Il nome di Greco, quale candidato per la successione, viene confermato da più fonti.

PER DEL VECCHIO PERISSINOTTO NON ADEGUATO DA TEMPO

In una nota Del Vecchio sottolinea che la mozione di sfiducia a Perissinotto non arriva solo da Mediobanca ma da una parte rilevante del consiglio e e dell‘azionariato e che l‘AD di Generali già da tempo non è adeguato a gestire la compagnia.

“Questo era già dimostrato più chiaramente dalla modestia dei risultati gestionali, dalla più che negativa percezione del mercato del suo operato e, più in generale, dalla totale mancanza di visione strategica”, afferma il presidente di Luxottica. [ID:nL5E8H1CKZ]

Secondo una fonte le perplessità dei soci industriali riguardano “la gestione non solo industriale ma anche finanziaria”.

“Il fatto che ha scatenato la rottura è proprio il venir meno del rapporto di fiducia tra il Ceo e Mediobanca, che in questa fase si avvale anche del fatto che i soci industriali sono tendenzialmente tutti scontenti di Perissinotto, chi più chi meno”, ha aggiunto.

L‘AD ha difeso la propria gestione e ha attribuito il deludente andamento del titolo alla “significativa esposizione verso l‘ltalia e al fatto che siamo stati e rimaniamo leali sostenitori del debito sovrano del Governo italiano”.

PER AD NODO E’ VICENDA UNIPOL-FONSAI, SOCI NEGANO

Nella lettera Perissinotto vede l‘origine della mozione di sfiducia da parte di Mediobanca in un suo presunto ruolo a sostegno del progetto di Sator e Palladio su Fonsai, alternativo a quello di Unipol, sponsorizzato da Piazzetta Cuccia, nonostante sia primo azionista di Generali con oltre il 13%.

“E’ evidente che la errata convinzione che io abbia in qualche modo aiutato - o più precisamente non abbia esercitato la mia influenza per evitare la partecipazione di una parte in transazioni che ”minacciano“ interessi vitali per Mediobanca - sia all‘origine delia mozione di sfiducia mossami quale CEO di Generali”, scrive l‘AD.

Rispondendo a Perissinotto, Del Vecchio sottolinea che “la vicenda Fonsai/Unipol non c‘entra nulla (...) ed è tirata da lui in causa solo per coprire la mancanza di risultati accettabili”.

LETTERA AD: NON VOGLIO DIMETTERMI, RISCHI DESTABILIZZAZIONE

“Non ho alcuna intenzione di accogliere la mozione di sfiducia anticipatami dall‘azionista Mediobanca e di presentare le mie dimissioni dalla posizione di Group Chief Executive”, scrive Perissinotto nella lettera.

“Considerando lo scenario estremamente volatile in cui stiamo operando - con un certo successo, potrei aggiungere, - faccio semplicemente notare che qualsiasi mossa in grado di desttabilizzare la più grande istituzione finanziarie del Paese nella percezione del mercato sarebbe quantomeno inappropriata”.

Secondo l‘AD, inoltre, Mediobanca, primo azionista di Generali con il 13,5%, avrebbe ostacolato i tentativi del management di diversificare il rischio verso le aree del mondo a maggiore crescita.

“La mia impressione è che questo sia avvenuto non tanto per la preoccupazione sul futuro di Generali quanto piuttosto perché questo avrebbe potuto comportare una diluizione nel nostro azionariato e ridotto l‘influenza sul Gruppo dell‘azionista Mediobanca, alla luce della sua evidente indisponibllita a sottoscrivere un aumento di capitale”.

BORSA FAVOREVOLE AD ARRIVO GRECO

A Piazza Affari piovono gli acquisti su titolo Generali in un mercato che riserva, in particolare, un‘accoglienza positiva al nome di Greco alla guida della terza compagnia di assicurazioni d‘Europa.

Alle 16,40 circa Generali, segna un rialzo del 2,2% dopo che è arivato a guadagnare il 7%, trascinando al rialzo anceh le quotazioni di Mediobanca, in progesso del 2,7% [ID:nL5E8H124F]

- hanno collaborato Andrea Mandalà, Stefano Bernabei Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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