May 30, 2012 / 7:18 AM / 6 years ago

Btp chiude sui minimi di seduta, clima preoccupato per Spagna

MILANO (Reuters) - Torna sui minimi di seduta il mercato obbligazionario italiano sul finire di una giornata che ha rivisto all’orizzonte le peggiori nubi di incertezza per il destino della zona euro.

Btp deboli su Bund, tasso 10 anni settembre 2022 tocca 6% REUTERS/Olivia Harris

Le maggiori preoccupazioni sono ancora per la Spagna alle prese con la ricapitalizzazione di Bankia, mentre gli attori del mercato lamentano l’assenza di prese di posizione rapide e forti da parte delle autorità per fronteggiare questa nuova fase della crisi.

Le banche centrali, per esempio, anche oggi non si sono fatte vedere, sebbene i rendimenti dei titoli di Stato abbiano visti picchi non di poco conto.

Eppure la situazione italiana è ben diversa da quella che si vedeva a novembre: il Commissario Ue per gli affari economici Olli Rehn ha ribadito oggi che l’Italia non necessita di nuove manovre di bilancio, che sta centrando i suoi obbiettivi di bilancio e che ora deve concentrare i suoi sforzi sulla crescita e sulla riforma del mercato del lavoro. Nelle sue raccomandazioni specifiche per l’Italia, la Commissione riconosce che “il programma [di stabilità dell’Italia] prevede un picco del debito nel 2012, seguito da un progressivo calo sempre più veloce, parallelo all’aumento dell’avanzo primario”.

Sul mercato, però, si guarda con preoccupazione a Madrid: “E’ scoppiato il bubbone Spagna, altra falla in questa barca europea” dice un altro trader.

A nulla, o quasi, sono servite le dichiarazioni di oggi provenienti dall’Europa: da una parte la Commissione europea ha detto che potrebbe prendere in considerazione la ricapitalizzazione diretta delle banche attraverso il fondo salva-stati. Dall’altra si è detta pronta a concedere alla Spagna un tempo aggiuntivo per il rientro dal deficit di bilancio al di sotto del 3% del Pil se presenterà un budget solido per il 2013 e il 2014.

Mentre il ministro dell’Economia spagnolo Luis De Guindos ha detto stamane che Bankia verrà ricapitalizzata attraverso il fondo di ristrutturazione bancaria “FROB” che emetterà obbligazioni.

“Acqua fresca” sentenzia uno strategist. “Qui ci vuole un salvavita, se si vuole evitare un contocircuito”.

PARTE A BREVE SOTTO PRESSIONE

Che le febbre inizi ad essere alta sui mercati, lo testimonia il fatto che è la parte a breve ad essere la più venduta, nonostante una parte del mercati stia anche scommettendo in un taglio dei tassi da parte della Bce.

“Tutta la parte a breve è quella che ha più risentito di questa sitauzione: ciò sta succedendo da giorni, ma oggi si è vista un’accelerazione”, dice un dealer. “Sappiamo che vendere breve significa aver timore di qualche minaccia imminente. E la minaccia viene ora dalla Spagna, ma non solo”.

In Irlanda - dove domani si tiene il referendum sul fiscal pact - la curva dei rendimenti si è addirittura invertita.

“Nel resto nell’Europa non è ancora così, ma abbiamo visto in novembre/dicembre che si può verificare in un attimo”, dice un altro.

Il rendimento del titolo spagnolo a 2 anni rende il 5%, il 5 anni il 6,10% e il 10 anni il 6,60%.

Pur con le dovute differenze rispetto alla Spagna, anche in Italia si vede lo stesso trend.

Un segno preoccupante è il rendimento del Bot a un anno, per esempio, che è balzato oggi di 50 pb da ieri al 3,40%.

Il rendimento del Btp a 2 anni italiano ha segnato un massimo a 4,63%, il rendimento del Btp 10 anni è salito fino a 6,15% (+25 pb), mentre quello del 5 anni (attuale benchmark 5/2017) è salito fino a 5,68% (+42 pb).

Lo spread Btp/bund a 10 anni si è allargato fino a 483,5 punti base, massimo dal 16 gennaio (505 pb), dalla chiusura ieri di 454 punti base, secondo dati Tradeweb. La chiusura è sui massimi.

In questa situazione il Tesoro italiano ha collocato stamane Btp a 10 e 5 anni per un totale di 5,732 miliardi su un range di offerta tra 4,5 e 6,25 miliardi.

“Anche qui si è risentita la debolezza della domanda che si sta verificando sul resto del mercato”, dice un operatore.

I rendimenti emersi in asta, al massimo da gennaio per il nuovo Btp a 5 anni e al massimo da dicembre per la riapertura del Btp settembre 2022, sono risultati “nella parte alta dei livelli espressi dal mercato al momento dell’asta” dicono i dealer.

L’asta Optes riservata agli specialist, andata deserta stamane, nel pomeriggio su un’offerta di 1,346 miliardi ne sono stati chiesti e collocati 500 milioni

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