22 maggio 2012 / 13:32 / 5 anni fa

Ocse: crisi zona euro minaccia ripresa mondiale

PARIGI (Reuters) - Secondo l‘Ocse, l‘Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, gli Stati Uniti e il Giappone stanno guidando una fragile ripresa economica tra i paesi sviluppati, che però potrebbe essere cancellata se la zona euro non dovesse riuscire a contenere i danni provocati dal problema degli stati debitori.

Ocse: crisi zona euro minaccia ripresa mondiale. REUTERS/Mal Langsdon

Nel suo outlook semestrale, diffuso oggi, l‘Ocse prevede che la crescita globale scenderà al 3,4% rispetto al 3,6% del 2011, prima di accelerare al 4,2% nel 2013, in linea con le stime già indicate a novembre.

“La previsione per l‘economia globale è ancora di tempo nuvoloso”, ha detto ai giornalisti il segretario generale dell‘Ocse Angel Gurria.

“A prima vista le prospettive per l‘economia globale sono un po’ più brillanti di quanto non fossero sei mesi fa. A un‘occhiata più da vicino, la ripresa economica è debole, restano considerevoli rischi di downgrade e vanno risolti squilibri piuttosto grandi”.

La crescita, nei 34 paesi che fanno parte dell‘organizzazione - tra i più ricchi del mondo - quest‘anno sarà dell‘1,6%, rispetto all‘1,8% del 2011, per poi risalire al 2,2% nel 2013, più o meno in linea con le stime precedenti.

Gurria ha detto che le finanze pubbliche sono “fragili” e in alcuni casi “nella crisi più profonda” in paesi Ocse.

La percezione che il peso della crisi economica non sia stata equamente distribuita sta alimentando una crisi di fiducia e i leader europei dovrebbero valutare tutte le possibili misure per risolvere i problemi di debito.

“Non si può escludere uno scenario negativo nell‘area euro con implicazioni per il resto del mondo”, ha detto Gurria.

Secondo l‘Ocse, l‘economia della zona euro registrerà un -0,1% quest‘anno prima di passare al +0,9% nel 2013, anche se la Germania registrerà già quest‘anno un aumento dell‘1,2% e del 2% nel 2013.

“Vediamo un lento rimbalzo di crescita negli Stati Uniti guidato soprattutto dalla domanda privata, alcuni picchi in Giappone e una crescita che va da moderata a forte nelle economie emergenti”, ha detto in un‘intervista a Reuters Carlo Padoan, capo economista dell‘Ocse.

“Vediamo anche una crescita piatta nella zona euro, che nasconde importanti differenze, coi paesi nordici che crescono e quelli meridionali in recessione”.

Sebbene le economie Ocse siano in miglioramento, la crisi euro potrebbe ancora finire fuori controllo, con la Grecia che lotta per restare solvente e le banche spagnole che hanno bisogno di essere ricapitalizzate, ha detto Padoan.

(Leigh Thomas)

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