4 maggio 2012 / 12:06 / tra 6 anni

Acea, Gdf/Suez esorta Comune a privatizzare per evitare danni

ROMA (Reuters) - Gdf Suez, azionista di Acea, ha chiesto in assemblea che la società si tuteli dal rischio di subire influenze negative sul titolo e sui conti se il Comune, azionista di controllo, non rispetterà l‘obbligo di privatizzare perdendo di conseguenza importanti contratti pubblici.

Lo ha detto una rappresentante di Gdf Suez, che ha il 12,5%, in un intervento in assemblea che ricalca quanto già detto dall‘altro azionista privato Francesco Gaetano Caltagirone, che ha il 16,3%, nei giorni scorsi.

Dopo aver ricordato l‘intendimento del Comune di cedere il 21% e il dibattito in corso in Campidoglio, Aurelia Carrere ha detto che “Acea non deve in nessuna maniera subirne delle conseguenze negative. E’ importante che il Comune di Roma prenda una decisione rapidamente per evitare che lasci Acea in una condizione di incertezza”.

L‘azionista ha avvertito che il contesto esterno è difficile e pesa sul titolo e ha sottolineato che “l‘incertezza che sarebbe generata da una assenza di decisione dell‘azionista di maggioranza potrebbe influire negativamente sul titolo in Borsa con un danno con tutti gli azionisti di minoranza”.

Suez, come già prima Caltagirone, fa quindi pressing sulla società per spingere il Comune a decidere presto sulla privatizzazione che serve ad evitare che si perda la concessione per l‘illuminazione pubblica.

Il fatturato di questa concessione vale meno del 2% del fatturato totale della società e Acea potrebbe comunque partecipare a una gara per riavere la concessione.

Sia Caltagirone che Suez sarebbero inoltre esclusi dalla privatizzazione riservata, secondo il Comune, ai soci che hanno meno del 2%, ma con il Comune al 30% sarebbero insieme a ridosso del 29% a un passo dall‘azionista di controllo.

“Noi siamo preoccupati che qualora il dettato di legge non fosse rispettato Acea potrebbe perdere importanti contratti di servizio pubblico che dovrebbero restare in vigore per un lungo periodo di tempo, cosa che avrebbe un impatto negativo sull‘andamento della società e sul livello occupazionale del personale dedicato a questa attività”, ha osservato Carrere.

In sede di replica in assemblea, il presidente di Acea Giancarlo Cremonesi ha detto che “effettivamente nel momento in cui la società dovesse perdere una o più concessioni dirette questo potrebbe essere un motivo di preoccupazione per gli azionisti di minoranza”, dando sostegno agli interventi di Gdf Suez e di Caltagirone, ma dicendo di parlare “a titolo personale per non impegnare su questo il cda”.

“Evidentemente, è un mio pensiero personale, l‘apertura alla concorrenza va nella direzione auspicata dal governo e un numero maggiore di azioni sul mercato ritengo che possa migliorare l‘andamento del titolo”, ha detto Cremonesi.

Il presidente di Acea ha anche detto comunque, riprendendo l‘intervento di un piccolo azionista che suggeriva una discesa del Comune in due tappe (al 40% a giugno 2013 e al 30% nel 2015), che questo non sarebbe un rischio per la società.

“Non credo neppure, all‘inverso, che sia un pericolo se il Comune dovesse vendere in tempi successivi (anziché tutto il 21% subito)”.

Anche l‘Ad Marco Staderini ha risposto all‘azionista francese riscontrando che “la situazine attuale che vede una tempesta politica sulla decisione di privatizzare è una situazione che destabilizza il titolo”.

Per Staderini, quindi, “prima si riuscirà a definire una decisione tanto migliori gli effetti saranno sulla società. Questa è la situazione peggiore in cui si prospettano due mesi di braccio di ferro tra i favorevoli e i contrari alla privatizzazione”.

Oggi Acea ha fatto presidiare l‘ingresso della sede dove si svolge l‘assemblea per il timore di azioni dimostrative contro la decisione di vendita del Comune.

Stefano Bernabei Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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