2 maggio 2012 / 13:12 / tra 5 anni

Rcs, Della Valle pronto a salire, "patto non esiste più"

MILANO (Reuters) - Diego Della Valle, socio di Rcs con il 5,4% e da poco uscito in polemica dal patto di sindacato del gruppo, intende svolgere ora il ruolo di azionista con l‘obiettivo di incrementare ancora la sua quota e dà sostanzialmente per morto il sistema dei patti parasociali che controlla il gruppo editoriale ma anche altre importanti realtà del mondo della finanza italiana.

Diego Della Valle, socio di Rcs. REUTERS/Paul Hackett

Lo ha detto lo stesso patron di Tod’s a margine dell‘assemblea di bilancio di Rcs.

“Facciamo gli azionisti (...) e ci prepariamo ad accrescere la nostra quota”, ha detto. “Sono un azionista importante che ha intenzione il prima possibile di pesare ancora di più in questa azienda”, ha aggiunto.

Sul fatto che non sia ancora noto il nome dell‘amministratore delegato del gruppo, Della Valle ha detto: “Io il nome ce l‘avevo ed era quello di Perricone (l‘AD uscente)”. Se si voleva cambiare, “bisognava cominciare a farlo molto prima”, è stato un metodo “scandaloso”. “E’ stata fatta una brutta frittata che non ha soddisfatto nessuno. Credo che anche chi l‘ha messa in piedi, se potesse tornare indietro, lo farebbe immediatamente”.

Rcs, ha proseguito, “non è una sala giochi dove uno entra, si diverte e si fa venire delle idee estemporanee”, il cambiamento dei vertici “andava fatto in un modo da persone adulte”. Della Valle ha espresso preoccupazione per il fatto che l‘azienda si trova oggi, con la scadenza del precedente consiglio, senza guida operativa: “Il tempo che arrivi il nuovo AD, con un presidente che è una persona seria ma non conosce l‘azienda (sarà nominato presidente Angelo Provasole, ndr), ci impiegherà un anno a capire qualcosa (...) in un momento come questo, con le turbolenze che ci sono nel paese”.

“Poi, quando si guarda al piccolo cabotaggio, a vedere dove si può mettere il cappello - magari in questo caso sopra il Corriere - ci si dimentica che Rcs è un‘azienda e che per essere veramente libera ci vuole la libertà e l‘indipendenza dei propri bilanci”.

Il cambiamento di governance di Rcs, con consiglio ridotto e ricambio dei vertici, è stato guidato dai soci forti del patto Fiat e Mediobanca. Della Valle ha citato esplicitamente Piazzetta Cuccia quando ha auspicato che i nuovi amministratori siano veramente indipendenti. “Quando si sente parlare di Mediobanca la gente si impressiona un po’”, ha detto spiegando che i “manager bravi, che hanno una visione internazionale, vogliono essere apprezzati per il lavoro fatto e non per il bacio della pantofola”. “Quindi auguriamoci che chi arriverà operi nell‘interesse di tutti gli azionisti”: “C‘è un Cda di indipendenti, con persone di qualità ma di indipendenti ce ne sono pochi. Auguriamoci che dimostrino di essere indipendenti nel lavoro che faranno”.

Della Valle è poi tornato sulla linea del Corriere: “Auguriamoci che nessuno tenti di dare fastidio alla gestione della Rizzoli soprattutto per il Corriere della Sera, perchè sarebbe un fatto grave”. La libertà del giornale è oggi ancor più favorita dal fatto che “gli interlocutori sono vari e non più compattabili in un unico sistema”, ha detto.

Commentando le parole dell‘AD di Generali, Giovanni Perissinotto sull‘intenzione di uscire dal patto di Rcs e vendere le azioni, Della Valle ha dichiarato: “L‘ho sentito dire anche da molte altre persone. Ho l‘impressione che queste cose siano proprio finite, non solo in Rizzoli. Sono finite nella mentalità dell‘economia di questo mercato. E’ finito un sistema, bisogna prenderne atto”. Il mercato, ha continuato, “deve essere di chi lo sa guidare, di chi accetta e vince la competitività, e non più di autorevolezze che non hanno più nessun valore. Stiamo andando nella giusta direzione”.

“La mia impressione - ha detto tornando a Rcs - è che il patto non esista proprio più”.

A una domanda, infine, sull‘ipotesi di aumento di capitale, Della Valle ha detto di essere ”favorevole a tutto quello che metta l‘azienda in condizione di essere competitiva, qualunque sia la strada“. Prima di percorrere la strada dell‘aumento, vediamo come si può mettere in sicurezza l‘azienda vendendo, per quanto riguarda me e la maggioranza del consiglio, cose non strategiche”.

(Claudia Cristoferi)

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