27 aprile 2012 / 15:43 / tra 6 anni

Btp lieve calo dopo Spagna e aste consistenti, spread sotto 400

MILANO (Reuters) - I Btp archiviano la seduta con un lieve calo e uno spread al di sotto di quota 400. Una reazione positiva a dire dei trader, dopo aste di ammontare consistente e dopo il taglio del rating di Standard & Poor’s sulla Spagna.

“Il calo dei titoli è limitato, se si considera l‘azione di S&P e i significativi collocamenti di oggi. Possiamo dire che, in generale, il mercato ha reagito bene a questi eventi che potevano avere conseguenze ben più pesanti”, dice un trader.

S&P ha abbassato il rating della Spagna di due notch a ‘BBB+’ ponendo l‘outlook a negativo e motivando l‘azione con la possibilità che il governo di Madrid, già in difficoltà con i target del deficit di bilancio, debba intervenire ancora per sostenere il sistema bancario. L‘agenzia di rating ha inoltre sollecitato l‘Unione europea ad agire per sostenere la Spagna.

L‘agenzia di rating ha nel pomeriggio detto di non prevedere che la Spagna avrà problemi nel finanziare il proprio debito nel 2012 [ID:nL6E8FR7QJ].

“Neanche questo ha avuto grossi effetti. È come se con questa dichiarazione S&P avesse voluto mettere una pezza all‘azione di downgrade. Alla fine né l‘una né l‘altra hanno sortito effetti significativi”, dice il trader.

ASTE TITOLI BENCHMARCK BEN ACCOLTE

Nonostante le difficoltà generate sul mercato dall‘azione di S&P, sul primario il Tesoro ha registrato una performance buona in particolare sui tue titoli di riferimento in asta, i benchmark a 5 e 10 anni [ID:nTAR001544].

“L‘asta è andata piuttosto bene, con il prezzo del 5 anni in linea col mercato e quello del decennale sopra i livelli del mercato. Il rialzo dei rendimenti era scontato. Il buon esito conferma che la notizia del downgrade spagnolo è stata ben assorbita, tanto che il secondario sta reagendo bene. In apertura si erano viste delle vendite sulla Spagna, poi una certa stabilità e, dopo il fisiologico calo ‘sotto asta’, si vede una ripresa del secondario”, ha detto Luca Cazzulani di Unicredit.

I rendimenti sono risultati in rialzo sia sul segmento a cinque anni sia su quello a dieci anni nelle aste odierne di Btp, con titoli benchmark e ‘off-the-run’ collocati per complessivi 5,946 miliardi di euro rispetto a una forchetta di offerta tra 3,75 e 6,25 miliardi.

Il 5 anni maggio 2017 è stato assegnato per 2,418 miliardi su un range di 1,5-2,5 al rendimento di 4,86% da 4,18% di fine marzo. Il rapporto ‘bid-to-cover’ è passato a 1,341 da 1,647 del mese scorso. Il decennale settembre 2022 è stato collocato per massimi 2,5 miliardi su una forchetta che partiva da 1,5 miliardi. Il tasso medio si è attestato a 5,84% da 5,24% di fine marzo e il rapporto bid-to-cover è stato pari a 1,484 da 1,654 del mese scorso.

“Stupisce che il meno lo abbiano collocato sui due off-the-run, che in genere sono titoli che il mercato richiede specificamente, ma è possibile che il downgrade spagnolo abbia un po’ scombinato le carte a livello di curva, nelle ultime ore”, dice Alessandro Giansanti di Ing.

Dei titoli non più in corso di emissione infatti l‘aprile 2016 è stato assegnato per 493 milioni e il febbraio 2019 per 537 milioni. Sui due ‘off-the-run’ l‘intervallo dell‘offerta complessiva era tra 750 milioni e 1,25 miliardi [ID:nL6E8FQAFZ].

In seduta, lo spread fra i decennali di riferimento italiano e tedesco è oscillato fra i 412 poco dopo l‘apertura e 395 a ridosso della chiusura, per chiudere in area 395, poco sotto i livelli di ieri.

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