25 aprile 2012 / 10:29 / tra 6 anni

Bce, Draghi: exit strategy prematura, serve patto crescita

di Robin Emmott

Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. REUTERS/Yves Herman

BRUXELLES (Reuters) - Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, non ha indicato l‘intenzione di assicurare maggiore sostegno alle banche e ai governi della zona euro, ma, allo stesso tempo, ha detto che un‘uscita dalle misure non convenzionali sarebbe una mossa prematura.

Le pressioni registrate nei giorni scorsi sul debito spagnolo, l‘instabilità creatasi in Olanda con la caduta del governo e i segnali tangibili di recessione nella zona euro hanno alimentato attese sui mercati finanziari che la Bce debba nuovamente correre in soccorso della zona euro.

Il banchiere centrale europeo ha, invece, sostenuto oggi in un‘audizione al Parlamento Ue, che governi e istituti di credito hanno lo spazio per tagliare il debito e ripulire i loro bilanci grazie ai due finanziamenti a lungo termine (Ltro) effettuati dalla Bce a dicembre e febbraio scorso.

“Ora la palla è interamente nel campo di governi e banche”, ha detto Draghi agli euro-parlamentari. “L‘exit strategy è prematura”, ha però aggiunto, spiegando che le deboli condizioni economiche non permettono ora un‘inversione di rotta della Bce.

Il banchiere ha chiesto che le banche rafforzino ulteriormente i loro bilanci attraverso la non distribuzione degli utili e il mancato pagamento dei bonus, mentre i governi dovranno attenersi all‘austerità di bilancio.

“Siamo al metà del guado”, ha detto Draghi, “L‘unica soluzione è perseverare”.

“I nostri Ltro sono stati abbastanza tempestivi ed efficaci. Se anche l‘unica cosa che avessimo ottenuto è guadagnare tempo - e nella realtà questo non è l‘unico risultato - avremmo avuto successo. Penso che guadagnare tempo non sia un esito di poco conto”, ha detto il banchiere centrale.

Riguardo alla situazione dell‘economia della zona euro, Draghi ha riconosciuto che i dati recenti sono contrastanti e ha sollecitato i politici a varare un patto per la crescita che affianchi il ‘fiscal compact’, l‘accordo che rafforza la disciplina di bilancio tra i paesi europei varato a marzo.

Sul fronte delle nuove tensioni registrate nella periferia della zona euro, Draghi ha lodato gli sforzi di risanamento messi in campo dall‘esecutivo spagnolo. Sulla possibilità che la Bce riprenda i suoi acquisti di titoli sul mercato secondario, ha detto che il programma di acquisti non è infinito né eterno.

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recent data had been mixed though he expected overseas demand and the ECB’s still very low interest rates to support growth.

“At the same time, downside risks relate in particular to a renewed intensification of tensions in euro area sovereign debt markets and their potential spillover to the real economy,” he said.

Despite the political stand-off in the Netherlands, the immediate pressure is off. Spanish and Italian 10-year government bond yields fell on Wednesday and are both comfortably below the 6 percent mark which starts to flash danger signals.

ECB Executive Board Member Jose Manuel Gonzalez-Paramo said Spain would not find it hard to meet its financing needs for the rest of the year despite rising borrowing costs.

Madrid has already met 50 percent of its planned issuance in medium and long-term bonds for the year, and the ECB policymaker said in an interview published in Expansion newspaper on Wednesday it would complete its plans well before year-end. [ID:nL5E8FOE68]

Other euro zone central bankers added to the drumbeat of comments suggesting the ECB is in no mood yet to create more long-term money for banks, let alone resume its government bond-buying programme, which has essentially been inactive for the past 10 weeks.

Draghi said the bond-buying scheme was “neither eternal nor infinite” while Bundesbank board member Andreas Dombret said banks should not rely on the ECB providing unlimited liquidity as an alternative to adjusting their business practices as the policy will be removed before it creates risks to financial stability.

Socialist Francois Hollande, favourite to take the French presidency next month, has called for the ECB’s mandate to be revised to add a responsibility for promoting growth.

Draghi insisted the ECB’s primary mandate was to ensure price stability and had to remain so.

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