24 aprile 2012 / 11:45 / 5 anni fa

Banche, ok Senato: stretta su commissioni scoperto

ROMA (Reuters) - Niente commissioni per sconfinamenti fino a 7 giorni consecutivi ogni trimestre e di entità “pari o inferiore a 500 euro”.

Banche, nasce conto corrente base per fasce basse di reddito. REUTERS/Dado Ruvic

Lo prevede un emendamento al decreto sulle commissioni bancarie presentato in Senato dai relatori, Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd), che è stato approvato questa sera dalla commissione Industria dopo una parziale riformulazione.

Il testo cancella le commissioni di istruttoria veloce per le “famiglie consumatrici titolari di conto corrente, nel caso di sconfinamenti pari o inferiori a 500 euro in assenza di affidamento ovvero oltre il limite di fido, per un solo periodo, per ciascun trimestre bancario, non superiore alla durata di giorni sette consecutivi”.

Le commissioni sono quelle previste dall‘articolo 117-bis del Tub, il Testo unico bancario, che così recita: “A fronte di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido, i contratti di conto corrente e di apertura di credito possono prevedere, quali unici oneri a carico del cliente, una commissione di istruttoria veloce determinata in misura fissa, espressa in valore assoluto, commisurata ai costi e un tasso di interesse debitore sull‘ammontare dello sconfinamento”.

Il governo ha varato il decreto il 23 marzo scorso per ripristinare le commissioni bancarie sui crediti, cancellate da un emendamento del Pd approvato in Senato alla legge sulle liberalizzazioni.

Da quando è iniziato l‘esame del decreto in Parlamento, la pressione dei partiti per porre un tetto alle commissioni a favore di consumatori e imprese è tornata a salire.

L‘emendamento è un compromesso tra le diverse proposte di modifica avanzate dai senatori di tutti i partiti, alcune delle quali puntavano a ripristinare l‘azzeramento delle commissioni.

La commissione ha approvato un secondo emendamento dei relatori che modifica un altro punto del decreto, l‘istituzione di un Osservatorio permanente sul credito presso il ministero dell‘Economia.

Rispetto al testo originale del governo l‘emendamento prevede che anche le associazioni dei consumatori partecipino alle riunioni dell‘Osservatorio, attraverso un rappresentante “indicato dal Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti”.

In più, la proposta dei relatori affida ai prefetti la possibilità di segnalare all‘Arbitro bancario finanziario “specifiche problematiche relative ad operazioni e servizi bancari e finanziari”.

“La segnalazione avviene a seguito di istanza del cliente in forma riservata e dopo che il prefetto ha invitato la banca in questione, previa informativa sul merito dell‘istanza, a fornire una risposta argomentata sulla meritevolezza del credito. L‘Arbitro si pronuncia non oltre trenta giorni dalla segnalazione”, conclude l‘emendamento.

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