19 aprile 2012 / 10:34 / 5 anni fa

Confindustria, ok giunta a squadra Squinzi con 102 voti a favore

Una immagine di archivio di Giorgio Squinzi. REUTERS/Remo Casilli

di Valentina Consiglio

ROMA (Reuters) - La giunta di Confindustria ha votato oggi la fiducia al programma e alla squadra del presidente designato Giorgio Squinzi con 102 sì, 22 no e 21 astenuti.

Il patron della Mapei ha dunque ottenuto un numero di voti superiore che nella precedente giunta, quando la sua designazione, per 93 voti contro gli 82 per Alberto Bombassei, segnò una spaccatura mai registrata prima nell‘associazione degli industriali.

“La condivisione è indiscutibile”, ha detto Squinzi in una conferenza stampa.

“Certamente alcuni dei nomi in cui io credevo sono stati indicati dall‘altra corrente, ma mi auguro che corrente non sia, Imprese al centro”, ha aggiunto riferendosi al movimento creato da Bombassei all‘interno di Confindustria dopo la sconfitta.

“Non c‘è nessuna spaccatura”, ha risposto a tamburo battente Bombassei, numero uno di Brembo, parlando a margine con i cronisti. “E nessuna corrente. Solo un gruppo di pensiero che voleva dare il suo contributo e lo ha fatto”.

Squinzi, 69 anni, è stato appoggiato dalla presidente uscente Emma Marcegaglia e dalla famiglia dell‘ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, mentre per Bombassei si erano schierati l‘amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne, che però è uscito da Confindustria a gennaio per avere mani libere nelle relazioni industriali, e il presidente di Ferrari Luca Cordero di Montezemolo.

Uscendo dalla giunta, Montezemolo, interpellato dai giornalisti, ha auspicato che “questa unità sia forte ed emerga sempre di piu”. Per poi correggere il tiro, in una dichiarazione resa nota dal suo staff poco dopo, e augurarsi che Confindustria “possa ritrovare presto la sua unità”.

Marcegaglia, invece, ha parlato di una unità “ritrovata” e di un percorso “più forte e solido” di cui si è “detta molto soddisfatta”.

SEMPLIFICAZIONE PRIORITA’, DI LAVORO PARLA MARCEGAGLIA

Quanto alle priorità del suo programma, Squinzi, che guiderà Confindustria per i prossimi quattro anni, ha indicato in particolare quella della semplificazione burocratica, rimbalzando al mittente una domanda sulla riforma del lavoro della quale, ha detto, “si occupa Marcegaglia sino a maggio”.

“Alla base di tutto sta la semplificazione normativa e burocratica di questo Paese. E’ questa la madre di tutte le azioni da intraprenedere per far tornare la crescita”, ha detto Squinzi.

“So che anche (il presidente del Consiglio Mario) Monti ha parlato di semplificazioni in questi giorni, che abbia copiato il nostro programma?”, ha aggiunto con una battuta, sottolineando di essere “molto contento di essere in linea” con le scelte del governo.

Tra gli altri punti del suo programma, indicati in una breve sintesi consegnata ai giornalisti, la necessità di interventi di carattere strutturale per l‘economia, la carenza e i costi del credito per le imprese, l‘Europa e l‘internazionalizzazione, un fisco più equo e la necessità di ricominciare a fare politica industriale.

Tutti temi che entreranno a far parte di un Manifesto programmatico che sarà presentato nella prossima assemblea del 23 e 24 maggio, nella quale Squinzi riceverà ufficialmente il testimone da Marcegaglia.

Riguardo ai nomi degli industriali che collaboreranno più da vicino con Squinzi con la carica di vice presidenti, spiccano tra gli altri quello del capo di Unindustria Aurelio Regina (con delega allo Sviluppo economico), quello dell‘ex presidente di Assolombarda Diana Bracco (Ricerca e innovazione) e quello dell‘ad di Enel Fulvio Conti (Centro Studi).

Nessuna delega è stata affidata al presidente di Confindustria digitale ed ex ad di Fastweb Stefano Parisi, nome vicino a Bombassei per il quale si era prospettata una qualche carica in segno di riconciliazione.

Ma lui taglia corto. “La cosa non è mai stata in questione”, dice ai giornalisti uscendo dalla giunta.

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