17 aprile 2012 / 06:53 / tra 6 anni

Asta frequenze, spazio a Sky, da 2015 anche operatori telefonia

ROMA (Reuters) - Chiuso il concorso di bellezza si passa all‘asta a pagamento per l‘assegnazione delle frequenze per la televisione digitale.

Ieri sera il governo ha approvato un emendamento al decreto legge di semplificazione fiscale in discussione alla Camera che chiude la precedente procedura e prevede l‘assegnazione mediante una gara il cui bando dovrà essere approvato dal ministero dello Sviluppo economico entro 4 mesi.

All‘asta andranno le frequenze già oggetto del precedente concorso anche se il governo ha previsto alcune varianti.

La novità è la decisione di dividere il pacchetto di frequenze, introducendo differenze temporali per l‘assegnazione delle diverse parti dello spettro radio. Questo consentirà, si legge nella relazione tecnica, dopo il 2015, la possibilità di avviare una nuova asta per consentire anche agli operatori della telefonia di accedere all‘uso di quelle frequenze per le necessità connesse con lo sviluppo della rete mobile a larga banda.

Questa scelta, si legge nella relazione tecnica al provvedimento, dovrebbe consentire anche di chiudere ”la procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea“ per il mancato recepimento della direttiva 140/2009”.

Il governo ha imposto ai partecipanti all‘asta l‘obbligo di separazione verticale fra i gestori delle reti e produttori di contenuti. Come avviene in altri settori saranno i gestori delle reti a partecipare alla gara per le frequenze e poi dovranno offrire a condizioni non discriminatorie l‘accesso all‘etere anche agli operatori concorrenti. Gli assegnatari avranno l‘obbligo di offrire la capacità trasmissiva anche ai produttori di soli contenuti che ne facciano richiesta, secondo indiscrezioni fino al 60% della capacità, come era previsto dalla vecchia gara per Rai e Mediaset.

La nuova gara tiene in considerazione anche quanto concordato con la Ue a proposito della partecipazione di Sky: “Inoltre, si intende favorire l‘ingresso di nuovi soggetti riservando l‘assegnazione dei lotti disponibili ad operatori di rete verticalmente separati che se li potranno contendere tramite un meccanismo di asta, mantenendo invariati i limiti a favore dell‘ingresso di nuovi soggetti precedentemente concordati con la Commissione europea”.

Le frequenze verranno assegnate all‘offerta più alta e viene prevista anche una fase di rilanci, ma nella relazione tecnica all‘emendamento, che verrà depositato oggi alla Camera, si dice che ad oggi non è possibili fare una quantificazione degli introiti che saranno comunque “molto rilevanti”.

Secondo Mediobanca potrebbero arrivare a 1,1/1,2 miliardi. Una cifra che il consigliere di amministrazione di Mediaset, Gina Nieri, ha definito nei giorni scorsi esagerata.

Il governo ha anche stabilito che verrà introdotto un nuovo listino dei canoni da pagare per l‘uso dello spettro che entrerà in vigore il primo gennaio del 2013 e che dovrebbe “indurre un efficiente uso dello spettro”.

Alle aziende che hanno partecipato al beauty contest viene riconosciuto un rimborso per le spese sostenute che non potrà eccedere il costo effettivo sostenuto. Si tratta di Rai, Mediaset, Telecom Italia Media, Sky Italia, la 3 ed Europa Tv.

(Alberto Sisto)

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