16 aprile 2012 / 07:13 / tra 6 anni

Def mercoledì,Polillo: governo spera stima Pil 2012 meglio -1,3%

di Stefano Bernabei e Giselda Vagnoni

Banconote di euro. REUTERS/Dado Ruvic

ROMA (Reuters) - Il governo correggerà mercoledì le sue previsioni del Pil italiano con il varo del Documento di economia e finanza abbassando le stime per tenere conto della recessione più grave del previsto, ma punta a indicare un livello per il 2012 migliore del -1,3% previsto dalla Commissione europea.

Lo ha detto il sottosegretario all‘Economia Gianfranco Polillo nel corso di una trasmissione televisiva.

“Noi speriamo, con il Def, di fare un po’ meglio del -1,3%, siamo un po’ più ottimisti”, ha detto Polillo, ricordando che il governo è ancora fermo a una stima di -0,4% ma che la recessione è peggiore del previsto.

“Credo che abbiamo il dato massimo di -1,3% e speriamo di fare meglio e questo lo deciderà il consiglio dei ministri mercoledì con il Def”, ha aggiunto Polillo.

Il governo aveva annunciato venerdì scorso che il Documento di economica e finanza sarebbe stato discusso nella riunione odierna del Consiglio dei ministri, ma una nota arrivata poco dopo le dichiarazioni di Polillo rettifica l‘ordine del giorno nel quale non figura più l‘esame del Def.

Sempre stamani, il ministro per gli affari europei Enzo Moavero Milanese, ha detto che l‘Italia centrerà i target di deficit/Pil fissati per quest‘anno e il prossimo anche qualora ci fosse qualche modifica al quadro macro.

“Oggi posso dire che pensiamo di raggiungerli nel modo annunciato. Ci possono essere variazioni ma che non mutano il quadro”, ha detto il ministro a chi chiedeva se il Def confermerà gli obbiettivi di finanza pubblica del governo che prevedono il pareggio di bilancio nel 2013 nonostante la recessione.

Il governo stima di raggiungere un rapporto deficit/Pil dell‘1,6% quest‘anno e dello 0,1% nel 2013.

Il rapporto debito/Pil, dopo il 120,1% del 2011, raggiungerà quest‘anno il massimo storico per poi cominciare a scendere già dal 2013, secondo l‘analisi della Banca d‘Italia.

Anche se il governo riuscisse ad ottenere il pareggio di bilancio nel 2013, per l‘Italia sarà comunque necessario portare avanti la politica di rigore nei conti pubblici. Dal 2015 infatti il Fiscal compact, il nuovo Trattato europeo ratificato il 2 marzo, obbligherà Roma a ridurre di un ventesimo l‘anno la quota di debito superiore al 60% del Pil [ID:nL6E8FB4G2].

MERCOLEDI’ DEF E PIANO NAZIONALE RIFORME

“Mercoledì si terrà una riunione del Consiglio dei ministri per l‘approvazione del piano nazionale delle riforme, che sarà inviato in Parlamento il giorno stesso e a Bruxelles entro la fine del mese, e del Def”, ha aggiunto Moavero parlando a margine di una lezione sull‘Europa.

Polillo ha comunque escluso che quest‘anno possa esserci la possibilità di ridurre le tasse.

“Per quest‘anno la vedo molto difficile”, ha detto, spiegando che la recessione che si sta manifestando è appunto più grave e che le eventuali risorse a disposizione dovranno servire prima di tutto destinate a centrare gli obiettivi di bilancio.

Il governo conta per questo su un cuscinetto da 10-11 miliardi con cui assorbire il peggiorato quadro macro e centrare comunque l‘obiettivo di pareggio dei conti pubblici nel 2013.

“Abbiamo un piccolo tesoretto che è rappresentato dalla spesa per interessi che è stata calcolata in modo molto più prudenziale perché abbiamo fatto le previsioni quando lo spread era a 550 punti, ora siamo attualmente a 350 e speriamo di contenerla ancora”, ha detto Polillo.

Altro margine, - “un cuscinetto di garanzia”, lo ha definito il ministro per i rapporti con il Parlamento Piero Giarda- per garantire gli obiettivi di finanza pubblica dovrebbe venire dalla spending review, la soppressione mirata delle spese pubbliche inutili.

Lo spread tra Btp e Bund tedeschi a 10 anni è però stamani nuovamente attorno a 400 punti e il tasso di rendimento del decennale italiano è salito sopra il 5,6%.

Polillo spiega che il valore di questo tesoretto “è circa un punto di Pil, una proiezione di maggiore spesa per interessi. Però non utilizzeremo tutti i 10-11 miliardi che abbiamo messo da parte e ne utilizzeremo solo una parte e per il restante ci permetterà di realizzare gli equilibri di bilancio”, ha spiegato.

Il consiglio dei Ministri, convocato per oggi, non ha quindi più il Def tra le misure da approvare, che slitta a mercoledì. I tecnici stanno lavorando anche per rispondere alla Commissione Ue, che ha evidenziato per l‘Italia, e per altri 11 Paesi, squilibri macroeconomici [ID:nL6E8FD1SM].

Resta all‘ordine del giorno della riunione convocata oggi pomeriggio alle 17,30 l‘esame del disegno di legge delega in materia di revisione del sistema fiscale.

“Oggi il consiglio dei Ministri decide sulla delega fiscale. L‘ipotesi che facciamo è quella di riattivare una norma che avevamo già previsto nella delega fiscale che poi il presidente stralciò. Il consiglio ridiscuterà di come riattivare quel fondo che peraltro già esiste perchè inserito nell‘ultima manovra fatta da Giulio Tremonti prima delle dimissioni”, ha detto Polillo con riferimento alla creazione di un fondo destinato a risorse per la riduzione delle tasse.

Stefano Bernabei, Giselda Vagnoni Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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