April 13, 2012 / 7:58 AM / 7 years ago

Esodati, sindacati in piazza contro governo: numeri falsi

di Francesca Piscioneri

La leader della Cgil Susanna Camusso. REUTERS/Alessandro Bianchi

ROMA (Reuters) - I numeri forniti ieri dal ministero del Welfare sugli esodati, che sarebbero 65.000, sono stati accolti da un dissenso trasversale, dai sindacati ai partiti.

Cgil, Cisl e Uil stamani sono scesi in piazza insieme, rarità di questi anni, contestando le “cifre finte” e chiedendo l’apertura di un confronto che consenta di trovare una soluzione per chi è rimasto senza reddito, pena il protrarsi delle mobilitazioni.

La leader della Cgil, Susanna Camusso, si è spinta a chiedere “le dimissioni del presidente dell’Inps” se i numeri del governo saranno confermati.

La manifestazione è stata indetta contro la mancata copertura per gli esodati e le cifre fornite dal governo, e più in generale contro la riforma previdenziale varata in novembre in modo rapido e senza trattativa, come primo segno della capacità dell’esecutivo di prendere decisioni senza influenze di parte.

Gli esodati sono quei lavoratori che hanno accettato, prima del 31 dicembre 2011, di lasciare l’azienda anzitempo con la certezza di ricevere la pensione massimo entro due anni, ma che con la nuova riforma della previdenza che innalza l’età per lasciare il lavoro si trovano senza occupazione e senza assegno, non potendo più collegare lo scivolo incentivato alla pensione.

Con la nuova legge per andare in pensione sono necessari 41 anni di contributi, 42 per gli uomini, oppure una età anagrafica che sale gradualmente da 62 anni nel 2012 per arrivare a 66 nel 2018.

“65.000 esodati? Sono numeri falsi. Il governo apra un tavolo per trovare una soluzione, se non lo farà continueremo a stare in piazza e continueremo la mobilitazione perché noi non lasciamo i lavoratori per strada”, ha detto Camusso dal palco di piazza Santi Apostoli al termine della manifestazione.

SINDACATI UNITI PER DIFENDERE ESODATI: NON SONO FANTASMI

Secondo il ministro del Lavoro Elsa Fornero si tratterebbe di 65.000 persone e dunque gli stanziamenti previsti dal decreto Salva-Italia e dal milleproroghe sarebbero sufficienti per applicare le vecchie norme previdenziali a questi lavoratori.

Per i lavoratori in Cig, che di fatto non sono licenziati ma lavorano in aziende fallite o che comunque non riprenderanno l’attività, e che non rientrano tra gli esodati salvaguardati, il ministro sta studiando la possibilità di consentire loro l’accesso alla pensione con le vecchie regole.

Di parere opposto i sindacati, per i quali il numero arriverebbe fino a 350.000.

“Non siamo affatto convinti [che siano 65.000] perché basta sommare quelli in mobilità per gli accordi sindacali fatti l’anno scorso più quelli del fondo speciale dei bancari per sapere che sono già oltre 65.000”, ha detto Camusso stamani in tv aggiungendo che “in realtà oggi il governo sta dicendo che ci sono molte migliaia di fantasmi per i quali non si trova nessuna soluzione”.

“Se il governo dovesse confermare i 65.000 esodati non ci resta che una strada: chiedere le dimissioni del presidente dell’Inps [Antonio Mastrapasqua]”, ha detto Camusso dopo che il direttore generale dell’Inps, Mauro Nori, ha parlato nei giorni scorsi di 130.000 persone alle quali bisogna aggiungere chi ha scelto di versare contributi volontari per arrivare alla pensione. In tutto sono 1,4 milioni di individui fra i quali ‘pescare’ molti esodati.

L’Inps replica che non c’è alcuna contraddizione. Il numero fornito da Nori, precisa una nota, “si riferiva alla stima delle platee dei potenziali lavoratori coinvolti nei prossimi quattro anni, in procedure di mobilità, in esodi individuali incentivati ed alle altre categorie previste. Il numero emerso dal tavolo tecnico si riferisce invece alla fotografia dei destinatari degli interventi stabiliti dal legislatore”.

ANCHE PD E PDL CONTESTANO NUMERI FORNERO

Si arriverà a 200.000 persone secondo il deputato del Pdl, ex Cgil, ed esperto di previdenza Giuliano Cazzola.

“La protesta del sindacato continuerà fino a quando non arriverà una soluzione soddisfacente e definitiva. Pacta sunt servanda”, assicura il leader della Cisl, Raffaele Bonanni per il quale il governo “ha fregato giovani e anziani. Dia una parte dei 140 miliardi di risparmi [della riforma delle pensioni] per il problema degli esodati”.

“Nel paese tante pensioni d’oro. Da lì si trovino le risorse. Equità è dare a chi ha meno non difendere chi ha di più”.

Anche il Partito democratico incalza il governo:

“Tanto rumore per nulla? Ci sembrano improbabili le stime del ministero a proposito degli esodati...Si mettano a disposizione le risorse che si renderanno necessarie attraverso una clausola di rifinanziamento automatico, nel caso in cui quelle stanziate non fossero sufficienti”, ha detto Cesare Damiano, capogruppo Pd nella commissione Lavoro di Montecitorio ed ex ministro del Lavoro.

Vittime della riforma delle pensioni anche i piani ristrutturazioni di alcune banche come Mps e Unicredit. L’istituto senese aveva previsto di ridurre il personale di 1400 unità alla fine del suo piano al 2015 ma a seguito della riforma previdenziale ha dovuto ridimensionare le uscite a circa 450 compensando con un piano di risparmi pari al 3% del costo del personale. Unicredit ha annunciato il rinvio del programma di 5.200 esuberi di personale al 2014-15 a seguito della riforma.

- ha collaborato Stefano Bernabei Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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