5 aprile 2012 / 10:15 / tra 6 anni

Rcs, +15% teorico dopo rinnovo Cda, strappo Della Valle

MILANO (Reuters) - Rcs continua a correre in borsa, fermandosi a più riprese in asta di volatilità per eccesso di rialzo in un mercato debole, dopo le burrascose riunioni del patto di sindacato dei giorni scorsi che hanno portato ieri all‘uscita in polemica di Diego Della Valle e alla votazione di una lista di maggioranza per il rinnovo del Cda segnata da una forte discontinuità.

Intorno alle 12,30 il titolo è in asta di volatilità con un teorico +15,9% a 0,725 euro; i volumi sono superiori a 1,2 milioni da una media di 189.000 pezzi trattati in una seduta. L‘indice milanese FTSE Allshare scende dell‘1,75%, mentre i media europei sono perdono lo 0,36%.

Mediobanca ha alzato il giudizio sul titolo a “outperform” da “neutral” con target confermato a 0,89 euro perchè “apprezza l‘approccio sulla nuova governance”, ma anche in ragione dei prezzi estremamente bassi a cui tratta il titolo.

Un altro analista giudica nel complesso positiva “la riduzione del Cda nell‘ambito di un progetto di semplificazione della corporate governance della società”, ma sottolinea anche che l‘uscita di Della Valle comporti un rischio di “overhang”, ossia dell‘incombere di una cessione della sua quota.

Un terzo analista dà una lettura prevalentemente speculativa del rialzo di oggi: “Penso che il titolo salga principalmente per le parole infuocate di Della Valle che promettono ancora battaglia”, dice e aggiunge: “Spesso questo e altri titoli sono sensibili ai venti di guerra, anche al di là dell‘impatto che realisticamente e concretamente possono avere certe polemiche”. Sulla stessa linea Banca Akros “che non si aspetta un impatto significativo dagli ultimi cambiamenti per quanto riguarda le prospettive industriali di Rcs”, mentre l‘uscita di Della Valle dal patto e un “potenziale incremento della quota potrebbe aggiungere un po’ di pepe speculativo al titolo”.

Dopo lunghi incontri, ieri sera, a tre giorni dalla scadenza, il patto ha votato una lista di 12 consiglieri, dai 21 attuali, di cui quattro espressione dei soci del patto (Luca Garavoglia, presidente Campari, in quota Fiat, Fulvio Conti, AD di Enel, per Mediobanca, Paolo Merloni e Carlo Pesenti, entrambi già nel Cda) e cinque indipendenti, sposando in sostanza la linea promossa da Mediobanca e Fiat, i due maggiori soci del patto. Piazzetta Cuccia ha espresso ieri sera la propria soddisfazione perchè si è delineata “una separazione più netta tra proprietà e gestione aziendale ai fini di una maggiore indipendenza e prospettiva di rilancio” della società, nell‘ottica di una governance più moderna e internazionale “evitando istanze personalistiche e favorendo la coesione e la comunanza di obiettivi”.

Della Valle, che si era battuto perchè gli azionisti continuassero ad avere un posto in consiglio, ha deciso di uscire dal patto prima della votazione.

Una sedia, hanno spiegato ieri alcune fonti, andrà poi al presidente Angelo Provasoli, ex rettore della Bocconi, al posto di Piergaetano Marchetti, che resta tra gli indipendenti. Spetta quindi un posto agli azionisti di minoranza, nel Cda uscente rappresentati dal primo socio fuori dal patto Giuseppe Rotelli, che con il suo 11% potenziale è secondo, in termini di azioni, solo a Mediobanca (13,7%). Verrà infine nominato entro l‘assemblea del 2 maggio un nuovo amministratore delegato al posto di Antonello Perricone, che entrerà poi nel Cda.

Lo studio di Mediobanca ipotizza tra i candidati il già citato Giorgio Valerio (ex top manager di RCS), Fabio Vaccarono (dg della Manzoni del gruppo Espresso) e Laura Cioli (ex COO di Sky Italia).

Dopo un duro comunicato diffuso ieri sera, Della Valle - che ha chiesto e ottenuto di svincolare dal patto il suo 5,4% - rilancia oggi la polemica in un‘intervista a Repubblica promettendo battaglia e accusando duramente il presidente Fiat John Elkann e quello di Mediobanca Renato Pagliaro di aver lavorato per mettere sotto controllo il Corriere della Sera, prezioso asset di Rcs. “Volevo tornare libero, mi hanno ridato le mie azioni. Sono libero e farò quello che mi pare”, dice il presidente e AD di Tod‘s. “Posso dire che vado avanti: da persona che dove va compra, continuerò la mia strada”, aggiunge.

Claudia Cristoferi Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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