April 4, 2012 / 1:32 PM / 6 years ago

Bce, prematuro parlare di exit strategy, tassi fermi a 1%

FRANCOFORTE (Reuters) - Ogni discussione sulla exit strategy è prematura, anche perché la valutazione sull’economia della zona euro fatta dalla Bce è cambiata di poco rispetto al quadro di sostanziale debolezza delineato già il mese scorso: una moderata ripresa dell’attività è prevista nella parte restante del 2012, ma le tensioni sui debiti sovrani e l’elevato tasso di disoccupazione continueranno a frenare il ritmo di crescita.

Il presidente della Bce Mario Draghi. REUTERS/Kai Pfaffenbach

Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi, nella conferenza stampa seguita al consiglio mensile di politica monetaria dell’istituto centrale, che ha deciso di lasicare invariati i tassi di interesse della zona euro.

“Ci sono pressioni inflazionistiche che derivano dagli elevati prezzi petroliferi, imposte indirette più elevate nel breve termine, ma le aspettative di inflazione sono fermamente ancorate nel medio termine” Ha dichiarato Draghi, che aggiunge: “Date le presenti condizioni di produzione e disoccupazione, che è storicamente alta, ogni dibattito sulla exit strategy è per ora prematuro”.

Un’affermazione, quella di Draghi sulla exit strategy che contrasta con le pressioni recentemente esercitate dalla Germania, che chiedeva alla banca centrale di approntare fin da subito un sentiero di rientro dalle misure straordinarie a sostegno della liquidità.

“I rischi al ribasso per l’outlook economico prevalgono” ha affermato Draghi. “Gli indicatori di crescita economica si sono ampiamente stabilizzati a livelli bassi nei primi mesi del 2012 e una moderata ripresa dell’attività è attesa nel corso dell’anno”.

Draghi ha aggiunto che il pieno effetto dei recenti finanziamenti a tre anni condotti da Francoforte non può ancora essere valutato, specificando di non temere che la liquidità immessa nel sistema stia tenendo artificialmente in vita le banche.

Sul fronte dei prezzi il numero uno della Bce conferma che l’inflazione rimarrà probabilmente sopra il 2% nel 2012, con rischi al rialzo prevalenti in questo caso. Un flessione sotto il 2% è invece prevedibile a partire dall’inizio del 2013.

“Sull’orizzonte rilevante di politica monetaria ci aspettiamo un’evoluzione dei prezzi che rimanga in linea con la stabilità dei prezzi” afferma Draghi, che sottolinea tuttavia come l’istituto centrale reagirà in maniera immediata nel caso dovessero materializzarsi effetti inflattivi cosiddetti di ‘second round’.

TASSI INVARIATI

In linea con le attese del mercato, ha Bce ha dunque deciso di confermare i tassi di interesse sugli attuali livelli.

Il costo del denaro nei 17 paesi dell’Unione monetaria resta stabile al minimo storico dell’1%, livello raggiunto nuovamente a seguito dei due tagli da 25 punti base ciascuno operati dalla Bce in novembre e dicembre dell’anno scorso.

Invariati anche i tassi su depositi e prestiti overnight, rispettivamente allo 0,25% e allo 1,75%.

L’ultimo sondaggio Reuters, concluso mercoledì della scorsa settimana, mostrava come 95 dei 100 economisti interpellati puntasse sulla conferma del costo del denaro, mentre solo cinque prevedevano un taglio di un quarto di punto.

A differenza di quanto era emerso dal sondaggio condotto prima del consiglio Bce di marzo, ora economisti ed operatori ritengono che il prossimo intervento sui tassi sarà al rialzo e non al ribasso, per quanto probabilmente non si verificherà prima del secondo semestre 2013.

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