30 marzo 2012 / 15:38 / tra 6 anni

Rcs, da patto non uscirà lista, grandi soci per discontinuità

* Riunione patto di lunedì per accordo su governance

* Lista per rinnovo cda sarà presentata più avanti

* Fiat e Mediobanca spingono per forte discontinuità

di Claudia Cristoferi

MILANO (Reuters) - Dal patto di sindacato di lunedì prossimo non uscirà la lista del nuovo consiglio di Rcs, perchè diversi tasselli devono ancora trovare una collocazione. Una scelta di “discontinuità” nella direzione di una “governance più moderna”, verso cui spingono alcuni grandi soci, sembra però conquistare terreno anche tra chi fino a poco tempo fa era meno disponibile a rivedere gli equilibri che fin qui hanno dominato la gestione del gruppo editoriale.

Pur in una situazione ancora fluida, che si protrarrà fino all‘ultimo con continui contatti informali tra i soci, emerge infatti da diverse fonti che Mediobanca e Fiat stanno lavorando intensamente, fianco a fianco, per dare un segnale di forte cambiamento attraverso un Cda più snello e più ricco di consiglieri indipendenti, con un conseguente ridimensionamento del ruolo diretto dei soci, e tramite un ricambio delle prime file del management.

“Per sapere cosa succederà bisogna andare a Torino e in Piazzetta Cuccia”, dice una fonte vicina al consiglio.

“Mediobanca e Fiat stanno lavorando insieme per la discontinuità”, aggiunge una seconda fonte che però sottolinea come serva “l‘accordo di tutti”. “Ad oggi direi che nulla è scontato, si potrebbe arrivare a una conferma dello status quo come a un cambiamento totale”, continua.

Mediobanca e Fiat detengono però da sole quasi il 38% delle azioni vincolate (63,5% del capitale) ed esprimono oggi due consiglieri ciascuna (sui 21 totali, compreso Giuseppe Rotelli, l‘unico grande socio esterno al patto). Se a questo si aggiunge che - come riferisce la stessa fonte - con Giovanni Bazoli, che tra Mittel e Intesa SP pesa nel patto per quasi il 10%, “i rapporti sono buoni”, è difficile immaginare un fronte in grado di opporsi a questa direzione.

A parole nessuno è apertamente contrario a una “modernizzazione della società”, ad un “approccio più manageriale” della gestione del gruppo, ma il diavolo, si sa, sta nei dettagli. Uno degli scogli maggiori è quello di una sostituzione, parziale o totale, di presidente e AD, tra i quali non scorre buon sangue. Piergaetano Marchetti, forte - finora - del sostegno di Bazoli, amico del premier Monti, ex presidente del patto di sindacato di Mediobanca, conta però anche qualche detrattore tra i soci, mentre ad Antonello Perricone, designato a suo tempo dalla Fiat di Montezemolo e considerato vicino a Della Valle, è imputata da molti la colpa del costoso investimento in Spagna che pesa fortemente, oggi, sui conti del gruppo.

“Lunedì il patto non uscirà con una lista, sarà una occasione formale di confronto che dovrebbe portare a un accordo generale su una revisione della governance”, dice una terza fonte, soffragata da un‘altra ancora: “La riunione del 2 non porterà a decisioni definitive, ci vorrà qualche altro incontro, altri dettagli tecnici da definire”. La scadenza, per la presentazione della lista, è il sabato prima di Pasqua.

Una lista, secondo uno degli interpellati, che potrebbe vedere anche “un numero di consiglieri pressochè dimezzato e aperto a esponenti della società civile”. Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

Le discussioni informali tra i soci di Rcs sulla governance della società e sulla lista da presentare entro il 7 aprile per il rinnovo del consiglio sono ancora in corso e i vari tasselli non hanno ancora trovato una collocazione certa, motivo per cui la riunione del patto di sindacato fissata per lunedì pomeriggio non porterà probabilmente a una decisione definitiva.

Il dossier, spiegano più fonti vicine alla situazione, è in mano ad alcuni dei principali azionisti, con Mediobanca unite e in prima fila per favorire una “modernizzazione” delle modalità di gestione della società, che potrebbe tradursi in un alleggerimento del consiglio, in uno spazio più ampio a consiglieri indipendenti, a un rinnovo dei vertici della società.

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