28 marzo 2012 / 07:23 / tra 6 anni

Borsa chiude in calo, spread risale, euro frena su dollaro

MILANO (Reuters) - Piazza Affari chiude in lieve calo una seduta senza direzione, che ha registrato però interesse su alcuni titoli.

La sede della borsa di Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo

“Siamo nello stesso range ormai da settimane, c‘è poco da dire. E’ un mercato senza investitori finali”, dice un trader. Hanno pesato i dati macro Usa sui beni durevoli letti come un segnale di debolezza dell‘economia. Questa mattina esito positivo per le aste sul debito italiano.

L‘indice FTSE Mib chiude in ribasso dello 0,28%, l‘AllShare dello 0,22%. Volumi poco sotto i 2 miliardi di euro.

L‘indice europeo FTSEurofirst perde lo 0,97%, mentre tra le singole piazze europee Francoforte chiude a -1% come Parigi e Londra.

Chiusura con andamento misto per il secondario italiano dopo una buona asta del Bot a 6 mesi che in mattinata ha in qualche modo corretto il tiro del non brillante collocamento di ieri sul Ctz e sugli indicizzati. Dopo una punta in mattinata a 330 punti base, il differenziale fra i tassi dei decennali di riferimento italiano e tedesco è sceso dopo l‘asta fino a 317 punti base per poi risalire in chiusura a 327 pb, in linea con la chiusura di ieri. Il rendimento sul decennale italiano si attesta al 5,106%.

“Non ci sono grosse variazioni sui Btp, lo spread è in ampliamento ma principalmente per via di buoni flussi sul Bund”, dice un trader.

Gli analisti si attendono per domani un buon afflusso di liquidità sulla carta a cinque e dieci anni.

“Oggi in generale si sono visti buoni flussi in acquisto su tratti 5 e 10 anni. Quindi non ci aspettiamo brutte sorprese”, dice un trader.

L‘euro estende la frenata sul dollaro e sullo yen, dopo i dati sugli ordinativi di beni durevoli negli Usa, che hanno mostrato un incremento del 2,2% in febbraio, inferiore tuttavia alle attese.

Poco dopo la diffusione dei dati, il cambio euro/dollaro è sceso a nuovi minimi di seduta, in area 1,3300, dopo aver toccato a metà mattinata un picco di 1,3373, non lontano dal massimo da un mese registrato solo ieri a quota 1,3386. Alle 18,25 la moneta unica vale 1,3302 dollari.

Il greggio amplia le perdite dopo i dati che hanno mostrato una consistente crescita delle scorte petrolifere Usa e il possibile incremento delle riserve strategiche petrolifere anche da parte di paesi europei.

Il Brent, alle 18,30, perde 1,63 dollari a 123,91 dollari al barile (dopo essere sceso anche a 123,53) mentre il greggio Usa perde 2,20 dollari a 105,13.

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