23 marzo 2012 / 16:27 / tra 6 anni

Banche, governo vara decreto per evitare taglio commissioni

ROMA (Reuters) - Il governo ha approvato un decreto legge per disinnescare il taglio delle commissioni bancarie su crediti, fidi e sconfinamenti previsto nel decreto sulle liberalizzazioni, licenziato ieri in via definitiva dalla Camera.

Banconote di euro in una banca. REUTERS/Yves Herman

La notizia, anticipata a Reuters da due fonti governative, trova conferma nel testo del provvedimento uscito da Palazzo Chigi, di cui Reuters possiede una copia.

Il varo del decreto accoglie le richieste dell‘associazione bancaria italiana (Abi), i cui vertici si sono dimessi protestando contro una misura che avrebbe potuto valere, secondo gli istituti di credito, fino a 10 miliardi di euro.

Una fonte governativa spiega che il decreto dovrebbe essere pubblicato “domenica prossima” in Gazzetta ufficiale, assieme alla legge di conversione del decreto sulle liberalizzazioni.

Il decreto così modifica l‘articolo 27-bis: “Sono nulle tutte le clausole comunque denominate che prevedano commissioni a favore delle banche a fronte della concessione di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere, del loro utilizzo anche nel caso di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido stipulate in violazione delle disposizioni applicative dell‘articolo 117-bis del testo unico in materia bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1 settembre 1993, numero 385, adottate dal Comitato interministeriale per il credito e il risparmio”.

In pratica, il governo limita la nullità delle commissioni alle sole banche che non si adegueranno alle future disposizioni sulla trasparenza dettate dal Cicr.

Recependo l‘ordine del giorno presentato da Pdl, Pd e Terzo polo e approvato ieri da Montecitorio, il decreto correttivo istituisce presso il ministero dell‘Economia “un osservatorio sull‘erogazione del credito dalle banche alle imprese, con particolare riferimento a quelle piccole e medie”.

L‘osservatorio potrà chiedere alla Banca d‘Italia, all‘Abi o alle singole banche le “informazioni necessarie a valutare eventuali criticità del procedimento di concessioni di finanziamento”.

- ha contribuito Giselda Vagnoni

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