March 22, 2012 / 11:09 AM / 7 years ago

Fisco, Grilli: domani delega ma senza modifiche Irpef

ROMA (Reuters) - La delega fiscale domani all’esame del governo non modificherà le attuali cinque aliquote dell’Irpef, l’imposta sui redditi delle persone fisiche.

Il viceministro all'Economia Vittorio Grilli. REUTERS/Tony Gentile (ITALY - Tags: POLITICS BUSINESS)

Lo conferma il vice ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, aggiungendo che il governo non ha ancora deciso se varare un nuovo disegno di legge o emendare la delega già all’esame delle Camere e presentata lo scorso anno dall’ultimo governo di Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti.

“In questo momento non stiamo a modificare le aliquote. La delega prima andrà al Consiglio dei ministri e poi decideremo. Domani ne parleremo ma abbiamo anche tante altre cose”, ha detto il vice di Mario Monti a Via XX settembre a margine di una conferenza della Luiss.

Esce dunque dal progetto di riforma l’ipotesi di ridurre a tre (20, 30 e 40%) le attuali cinque aliquote, provvedimento bandiera del centro-destra.

Grilli non ha spiegato perché ma sulla decisione pesa sicuramente la difficoltà di trovare coperture finanziarie adeguate, visto che solo abbattere la prima aliquota dal 23 al 20% costerebbe diversi miliardi di euro.

La bozza del provvedimento circolata finora si compone di 17 articoli e ripropone l’istituzione di un fondo in cui far convergere i proventi dell’evasione, “destinato a finanziare sgravi fiscali”.

Nello stesso fondo confluirà il gettito “conseguente alla riduzione dell’erosione” fiscale. La delega prevede infatti la possibilità “di eliminare, ridurre o riformare le spese fiscali che appaiano in tutto o in parte ingiustificate o superate alla luce delle esigenze sociali o economiche o che costituiscono una duplicazione”.

Il testo non lo dice ma il governo, per alleggerire in prospettiva il carico fiscale delle famiglie, punta soprattutto sulla revisione delle detrazioni, strada che meglio di altre si presta ad evitare il riconoscimento di vantaggi fiscali a chi più facilmente riesce ad evadere le tasse.

Dove la delega interviene in modo chiaro è sul catasto, che sarà riformato per attribuire a ciascuna unità immobiliare un valore medio ordinario espresso dal mercato “in un arco temporale triennale”. Per le abitazioni ordinarie l’attribuzione del valore catastale avverrà utilizzando “il metro quadrato come unità di consistenza”.

SALTA RIFERIMENTO A PROGRESSIVA ABOLIZIONE IRAP

La delega prevede di superare l’attuale imposizione sui redditi di impresa, basata su Irpef e Ires, per arrivare a “un’imposta unica”. Ai contribuenti di minori dimensioni verrebbe riconosciuto “il pagamento a forfait in un’unica imposta”, misura varata dal secondo governo di Romano Prodi per i soggetti con redditi di impresa o da lavoro autonomo fino a 30.000 euro e poi di fatto cancellata dal quarto governo Berlusconi.

Salta la progressiva abolizione dell’Irap, un’imposta che vale tra 35 e 40 miliardi di euro con cui le Regioni finanziano buona parte del servizio sanitario nazionale. L’Irap è invisa alle imprese perché il suo imponibile non si calcola solo sugli utili ma su tutti i fattori di produzione, a cominciare dal costo del lavoro.

La delega prevede anche le “green taxes”, “forme di imposizione finalizzate a preservare e garantire l’equilibrio ambientale”, e una “carbon tax” che, attraverso la revisione delle accise sui prodotti energetici “in funzione del contenuto di carbonio”, sarà il nuovo pilastro del sistema di finanziamento delle fonti rinnovabili.

Novità che certo non dispiace a Confindustria, la delega affida al governo il compito di definire l’abuso di diritto per eliminare le incertezze che oggi gravano sulle imprese.

La disciplina dell’abuso di diritto trae origine da più sentenze della Corte di cassazione e prevede che siano illegittime tutte le operazioni fatte esclusivamente per pagare meno tasse, senza quindi il supporto di una vera ragione economica.

Nella sua forma attuale la bozza non contiene i principi in base ai quali il governo rivedrà la tassazione dei redditi finanziari, intervento annunciato dal governo nell’Atto di indirizzo sulla politica fiscale.

Una volta che il Parlamento avrà approvato il disegno di legge, il governo avrà nove mesi per adottare i decreti attuativi, che non dovranno prevedere “nuovi oneri per il bilancio dello Stato”.

(Giuseppe Fonte)

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