March 21, 2012 / 11:28 AM / 6 years ago

Lavoro, Cgil verso sciopero generale contro modifiche art. 18

ROMA (Reuters) - La Cgil proclamerà 8 ore di sciopero generale contro le modifiche all’articolo 18 proposte ieri dal governo di Mario Monti nell’ambito della riforma del mercato del lavoro.

La leader della Cgil Susanna Camusso. REUTERS/Tony Gentile

La giornata di astensione dal lavoro si inserisce in un pacchetto totale di 16 ore di mobilitazione finalizzate a fare pressione affinché la riforma prospettata venga modificata nel corso dell’iter parlamentare.

Anche la data dello sciopero dipenderà da come andranno in lavori in Parlamento.

E’ quanto proposto dalla segreteria Cgil al direttivo dell’organizzazione, come confermato in una conferenza stampa dal segretario generale, Susanna Camusso.

Il governo vuole abolire l’obbligo del reintegro per il lavoratore licenziato per motivi economici o disciplinari.

Nel primo caso, qualora la decisione dell’azienda fosse giudicata illegittima, è previsto solo un risarcimento fino a 27 mensilità. Nel secondo caso è il giudice che deve scegliere tra il reintegro e un risarcimento fino a 27 mensilità.

Resta il diritto al reintegro per i licenziamenti discriminatori che sarà esteso anche alle imprese con meno di 15 dipendenti.

Per la Camusso le nuove norme sull’articolo 18 eliminano “l’elemento di deterrenza” per le imprese a licenziare senza giusta causa aprendo a “una valanga di licenziamenti per ragioni economiche” per i quali non è previsto in nessun caso il reintegro.

La leader sindacale ha anche accusato il presidente del Consiglio, Mario Monti e il ministro del Welfare, Elsa Fornero, di “mentire” sulla estensione alle imprese con meno di 15 dipendenti del diritto al reintegro per i licenziamenti discriminatori poiché quel diritto è comunque già tutelato per tutti dalla legge.

“Non sarà la fiammata che si esaurisce in un giorno che il governo ha messo in conto e abbiamo il dovere di portare a casa dei risultati prima che si avvii un biennio di espulsioni di massa nelle aziende”, ha detto Fulvio Fammoni, segretario confederale, introducendo la riunione fiume del Direttivo.

La Fiom, divisione metalmeccanica della Cgil che già nei giorni scorsi aveva mostrato chiusura totale a qualsiasi modifica delle norme contro i licenziamenti senza giusta causa, è già partita da ieri con pacchetti di scioperi in tutte le fabbriche.

CGIL: GRAVISSIMO ERRORE CISL E UIL SOSTENERE GOVERNO

“Gravissimo” viene definito dalla Camusso il comportamento di Cisl e Uil che hanno avallato la proposta del governo “abbandonando la costruzione di una mediazione unitaria” e li sollecita a unirsi alla Cgil per “costruire una proposta di cambiamento” in particolare durante l’iter parlamentare.

“Il Parlamento non ha alcuna convenienza in questa stagione ad approvare la riforma così come è adesso”, ha aggiunto.

Anche il leader della Uil, Luigi Angeletti, si appella al Parlamento affinché proceda a modifiche sui licenzimenti per motivi disciplinari.

“Il nostro giudizio è condizionato alle modifiche sull’articolo 18. Abbiamo chiesto l’introduzione di un sistema di verifica da parte delle rappresentanze sindacali su la oggettività del licenziamento economico come avviene in Germania”, ha spiegato Angeletti.

La Camusso ha dato invece valutazioni complessivamente positive sul nuovo sistema contrattutale parlando di “inversione di tendenza” e sugli ammortizzatori. Su questo punto la Camusso ha lamentato, chiedendo modifiche, che il nuovo sistema in vigore dal 2017 non sia universale come sostenuto dal governo poiché l’Aspi (assicurazione sociale per l’impiego) non è prevista per i parasubordinati mentre la cassa integrazione ordinaria continua a valere solo per le aziende sopra i 15 dipendenti.

La Cgil chiede poi una disoccupazione più estesa (rispetto ai massimo 55 anni dell’Aspi) per i lavoratori over 55 anni che consenta loro in caso di licenziamento di avere una tutela alla luce delle nuove norme in materia previdenziale che innalzamento dell’età pensionabile.

Sia la Camusso che Angeletti escludono nettamente che le nuove norme sull’articolo 18 possano essere estese ai dipendenti pubblici.

(Francesca Piscioneri, Daniele Mari)

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