March 20, 2012 / 2:32 PM / 6 years ago

Lavoro, Monti punta a chiudere oggi 'o quasi' con un verbale

di Francesca Piscioneri e Daniele Mari

Susanna Camusso, leader della Cgil. REUTERS/Tony Gentile

ROMA (Reuters) - Nuovi ammortizzatori a regime nel 2017, come chiesto dalla parti sociali, ma nessuna retromarcia sulle modifiche all’articolo 18. Sarà possibile essere licenziati per motivi economici, a fronte di un indennizzo tra le 15 e le 27 mensilità, ma anche per ragioni disciplinari con possibile reintegro o indennizzo per massimo 27 mensilità.

In caso di licenziamenti discriminatori resta il diritto al reintegro al lavoro che viene esteso anche alle aziende con meno di 15 dipendenti che attualmente sono escluse.

E’ la posizione del governo emersa durante la riunione tra in corso a Palazzo Chigi con le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro, con l’obiettivo di chiudere la partita in settimana. “Entro venerdì si chiuderanno i testi”, ha detto il ministro del Welfare, Elsa Fornero.

Boccone amaro sull’articolo 18 per i sindacati. E forse per evitare rotture o firme separate il premier Mario Monti ha proposto di redigere, invece del canonico documento finale, un verbale nel quale tutte le parti esprimano i punti di assenso e dissenso da allegare alla proposta del governo. Il plico sarà immediatamente sottoposto al Parlamento che resta “l’interlocutore principale” del governo, ha spiegato il premier.

Aprendo l’incontro, il presidente del Consiglio ha ribadito - secondo diverse fonti presenti - l’auspicio di fare presto sperando che “questa riunione possa essere conclusiva, o quasi”. Il premier ha anche citato le parole pronunciate ieri dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affinché “prevalga l’interesse generale” e si raggiunga un accordo condiviso.

Monti ha proposto di mettere a verbale “le varie posizioni di accordo e disaccordo. Verbale che costituirà la base di proposta che il governo successivamente presenterà in Parlamento”.

Il capo del governo, prima di passare la parola a Fornero, ha ringraziato le parti: “Sono molto grato per l’intensità con cui tutti avete partecipato a un processo rivolto a dare un assetto più moderno a economia e società italiana”.

ARTICOLO 18: GOVERNO FERMO SU MODELLO TEDESCO

“Sulle discriminazioni non cambia nulla. Per licenziamenti disciplinari sarà previsto un indennizzo o il reintegro, per quelli economici un indennizzo”, ha detto la Fornero secondo un tweet della Cgil.

“Per i licenziamenti disciplinari sarà previsto il rinvio al giudice che deciderà il reintegro nei casi gravi o una indennità con massimo 27 mensilità” in base all’anzianità, mentre per quelli economici, se giudicati illegittimi dal giudice, l’indennizzo sarà tra le 15 e le 27 mensilità.

La Cgil si è sempre detta contraria ai licenziamenti per ragioni disciplinari, così come la Uil che ha chiesto di precisare quale tipo di condotta da parte del lavoratore possa rientrare in questa fattispecie per evitare abusi da parte delle imprese. Aperta al dialogo anche su questo aspetto la Cisl che teme che il governo possa agire d’imperio come sulle pensioni.

LAVORO INIZIA CON APPRENDISTATO, STRETTA SU COCOPRO

Il ministro ha detto che il nuovo modello di ammortizzatori sociali, con l’introduzione dell’Aspi (assicurazione sociale per l’impiego) come indennità unica di disoccupazione, andrà a regime nel 2017 (rispetto al 2015 indicato inizialmente dal governo); poi ha parlato delle modifiche del sistema contrattuale spiegando che il “contratto di lavoro a tempo indeterminato diventa quello che domina su altri per ragioni di produttività e di legame tra lavoratori e imprese”.

I contratti a termine non potranno più essere reiterati dopo i 36 mesi.

“Il percorso inizia con un apprendistato vero (investimento per formazione e non flessibilità), segue una stabilizzazione, prosegue con formazione on the job. Questo è il contratto sul quale imprese e lavoratori si devono impegnare per quell’incremento di produttività necessario affinché questo Paese cresca”, ha aggiunto il ministro.

La Fornero ha anche ribadito che ci saranno “vincoli stringenti ed efficaci” sui contratti intermittenti e a progetto.

Le parti sociali sono rappresentate da Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confindustria, Rete imprese Italia, Abi, Ania e altre associazioni di categoria.

Per il governo oltre a Monti e alla Fornero, sono presenti il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, il sottosegretario alla presidenza Antonio Catricalà e il viceministro dell’Economia Vittorio Grilli.

(Francesca Piscioneri, Daniele Mari)

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