19 marzo 2012 / 09:33 / tra 6 anni

Mps, Fondazione indica Profumo presidente per il dopo Mussari

di Stefano Bernabei

ROMA (Reuters) - Alessandro Profumo torna in banca. Sarà presidente di Monte dei Paschi di Siena in un cda completamente rinnovato, dopo poco più di un anno e mezzo dalla sua burrascosa uscita da Unicredit come amministratore delegato.

Lo ha deciso, secondo una fonte vicina all‘incontro, la Fondazione Mps, a cui fa capo la maggioranza delle azioni della banca senese, dopo due sedute e molte ore di discussione della deputazione amministratrice per completare una lista completamente rinnovata per il prossimo cda del Monte, in cui Profumo all‘inizio della riunione era l‘unico punto fermo assieme al futuro amministratore delegato Fabrizio Viola.

“La Deputazione ha deciso, c‘è Profumo, c‘è Viola e il resto sono tutti nomi nuovi, con tre professori universitari”, ha detto la fonte.

Poco dopo è stata la nota della Fondazione a ufficializzare quanto anticipato da Reuters.

“Questi i nominativi: 1) Dott. Alessandro Profumo, che sarà proposto per la carica di Presidente; 2) Dott. Fabrizio Viola 3) Prof.ssa Paola Demartini 4) Prof.ssa Tania Groppi 5) Prof. Angelo Dringoli 6) Rag. Marco Turchi, che saranno proposti per la carica di Amministratori”, dice la nota della Fondazione.

Con Profumo, che succede alla lunga e intensa presidenza di Giuseppe Mussari, e con Viola, che aveva già rimpiazzato a fine anno Antonio Vigni alla direzione generale, si rinnova completamente con due non senesi la coppia di comando della terza banca italiana. E anche la scelta di proporre tutti nomi nuovi per il prossimo consiglio, segna quella forte discontinuità chiesta in primis dal Comune guidato da Franco Ceccuzzi, che ha anche avallato la storica decisione della Fondazione di diluire la sua presa sulla banca cedendone fino al 15,5%.

Dopo la fumata nera di sabato, oggi l‘ufficialità è arrivata al termine di una riunione durata oltre sei ore. La Fondazione è espressione del territorio senese e i suoi grandi elettori sono Comune, Provincia, (che eleggono 13 dei 16 membri della deputazione generale) poi Regione, Curia e Università.

COSA TROVA PROFUMO A SIENA

Dal 27 aprile Profumo inizierà a occuparsi della banca da presidente e con Viola, a cui sono finora assegnate tutte le deleghe operative del capo azienda, affronterà i molti capitoli aperti.

A partire dal bilancio, che mostrerà, come già per altre grandi banche italiane, il segno della pulizia profonda nei conti e negli asset, con svalutazioni pesanti per gli avviamenti di Antonveneta e Biverbanca e forse anche per i crediti di difficile recupero, che nell‘insieme porteranno, stimano concordi gli analisti, a una rilevante miliardaria perdita contabile.

Ma soprattutto ci sarà per il nuovo management, la sfida di far tornare la banca a dare reddito agli azionisti, dopo che il dividendo, quest‘anno sarà quasi certamente - sempre per gli analisti - pari a zero.

Per farlo deve tagliare anche i costi e il piano di tagliare del 3% quelli per i 31.000 dipendenti ha venerdì scorso fatto scendere in piazza a Siena oltre 4.000 persone: non si vedeva da oltre 20 anni.

La banca poi, ed è il capitolo più delicato, deve coprire un buffer di 3,3 miliardi per avere il 9% di core tier1 entro giugno come chiesto dall‘Autorità bancaria europea (Eba).

Lo farà senza aumenti di capitale, dice la banca, se però riuscirà a mettere in pratica un programma ampio che prevede anche circa un miliardo di dismissioni tra immobili, asset, creazioni di joint venture per liberare capitale core.

Se non dovesse riuscire a fare tutto il previsto - il contatto con Bankitalia su questo è continuo - e se, come possibile, l‘Eba non farà qualche passo indietro sulle richieste, Mps potrebbe dover fare un aumento dopo l‘estate o magari emettere CoCo’s bond, strumenti che Eba accetta come sostitutivi del capitale migliore.

In tal caso la Fondazione, che sta vendendo quote del Mps per ridurre la sua quota dal 49% a non meno del 33,5%, non potrà coprire l‘aumento e dovrà diluirsi. [ID:nL6E8EI0XQ]

Uno scenario per ora solo ipotetico, che aprirebbe però la strada a opzioni strategiche di aggregazioni con altre banche - Bnl, Cariparma i nomi già circolati - per le quali, si spiegherebbe appieno l‘avere scelto oggi un presidente di peso come Profumo.

PRIMA UNA LUNGA TRATTATIVA, POI LA DECISIONE UFFICIALE

La decisione sul nuovo presidente è stata lunga, non tanto per i dubbi su Profumo - se ci sono stati erano ormai superati da qualche giorno - ma per il resto della lista.

Un po’ alla volta fin dalle 16,00 i sette componenti della Deputazione amministratrice della Fondazione sono arrivati a Palazzo Sansedoni, ma il via formale della seduta è arrivato solo poco dopo le 20,00.

“Credo che prima si voglia avere in tasca l‘accordo e solo dopo iniziare la riunione”, aveva spiegato già sabato una fonte che conosce i complessi meccanismi senesi.

La riunione ufficiale è stata così preceduta da una lunga seduta informale, anche in attesa dell‘arrivo dei sindaci revisori, per discutere ancora fino all‘ultimo momento, la composizione del nuovo organo di governo della terza banca italiana preparando la lista dei sei componenti del futuro consiglio di amministrazione che verrà eletto dall‘assemblea del 27 aprile.

Il tavolo ovale con le 12 poltroncine di pelle nera, illuminato da un giganstesco lampadario di Murano, è stato presieduto da Gabriello Mancini, che dà le spalle alla sottostante piazza del Campo e guarda, dall‘altra parte della stanza, la scultura del Caino di Giovanni Dupré.

Con Mancini, al tavolo, erano seduti gli altri sei componenti della Deputazione amministratrice (Vittorio Galgani vice presidente, Enrico Bosi, Enrico Cecchetti, Paolo Fabbrini, Riccardo Martinelli, Alessandro Piazzi), i tre componenti del collegio sindacale e il provveditore Claudio Pieri, che assiste alla riunione senza votare.

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