March 16, 2012 / 3:38 PM / 7 years ago

Mps, migliaia in piazza a Siena e domani si decide su Profumo

di Stefano Bernabei

Una manifestazione dei dipendenti del Monte dei Paschi a Siena. REUTERS/Giampiero Sposito

SIENA (Reuters) - Migliaia, c’è chi giura più di 4.000, dei 31.000 lavoratori del Monte dei Paschi di Siena, hanno scioperato oggi e dalle 11,00 hanno sfilato lungo la via principale della città per protestare contro il piano della terza banca italiana di tagliare il 3% delle spese del personale.

Per i sindacalisti significa mettere a rischio 1.500 posti di lavoro anche se Mps ha detto fin da subito che non arriverà ai licenziamenti ma semmai pensa a contratti di solidarietà.

“Fuori, Fuori”, è stato il grido del corteo colorato, rumoroso e pacifico, sotto le insegne dell’istituto di credito più antico del mondo nella piazza della Rocca Salimbeni.

E’ la richiesta di un confronto, dell’apertura di un tavolo su cui concertare le decisioni sul piano di risparmi. E’ questa la vera ragione di una manifestazione che non si vedeva a Siena dal 1981.

La banca è al centro di uno storico cambio di assetto di governance, con la Fondazione suo principale azionista ed espressione di Comune e Provincia, che sta vendendo fino al 15,5% del suo 49% per pagare le banche a cui deve rimborsare un debito da circa un miliardo.

Ha già venduto il 2,52% con operazioni sul mercato dei blocchi e secondo una fonte vicina al dossier sta continuando a farlo, anche oggi, fino a che il mercato assorbe questa offerta. Così punta a spezzettare la quota che vende e mantenere il ruolo di dominus sulla banca. Oggi ha ufficializzato di avere avuto dai creditori una estensione della moratoria sul debito (standstill) al 30 aprile. Nel frattempo aspetta ad horas che alcuni fondi di private equity formalizzino le loro offerte e ha incaricato Mediobanca di trovare un socio stabile, un imoprenditore, a cui offrire un pacchetto rotondo, del 4% circa [ID;nL5E8EG10P].

Domani mattina la Fondazione dovrebbe anche decidere chi guiderà la banca per i prossimi anni consegnando la lista con il nome del presidente, l’amministratore delegato e altri quattro componenti del nuovo cda oggi di dodici membri della banca, che sarà nominato con la prossima assemblea del 27 aprile.

Quello di Alessandro Profumo, ex amministratore delegato di Unicredit, è il nome quasi certo per la presidenza, accanto a Fabrizio Viola amministratore delegato.

“Siamo qui anche per dire che la banca è a Siena e deve restare a Siena”, dice il sindaco Franco Ceccuzzi a Reuters, mentre sta per unirsi al corteo dei manifestanti.

Quanto al prossimo presidente del Monte, auspica “uno standing elevato di managerialità e professionalità e che si faccia presto perche c’è bisogno di stabilità e certezza”.

Fare presto, dice il sindaco, ovvero scongiurare il rischio che domani, in assenza di un totale accordo sull’intera lista dei prossimi amministratori del Monte, si faccia slittare una nomina a cui il mercato ormai crede.

Anche il presidente della Provincia, Simone Bezzini, partecipa al corteo dice che auspica dopo lo sciopero “un confronto dei sindacati con il management” e anche lui si augura “che la Fondazione resti azionista centrale nell’assetto di governance della banca, con una scelta del presidente che sia di altissimo profilo”.

A 24 ore dalla partenza della corsa, dice una fonte senese che sta seguendo la vicenda, Profumo è il favorito e “scalpita al canapo mentre di solito chi parte di rincorsa non vince mai”, usando come metafora la partenza del Palio, dove dietro i cavalli allineati alla corda della partenza, il canapo, c’è anche chi parte di rincorsa. Ma poi chiosa: “E’ così al Palio, magari per la banca è diverso”.

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