14 marzo 2012 / 10:44 / 6 anni fa

Tesoro colloca in asta Btp intero importo 6 mld

MILANO (Reuters) - Il Tesoro ha collocato 6 miliardi di euro, il massimo del range offerto, nell‘odierna asta dei Btp, che ha registrato una domanda solida e rendimenti in calo.

Banconote di euro. REUTERS/Yves Herman

Nel dettaglio, il nuovo nuovo Btp triennale marzo 2015, cedola 2,5%, è stato assegnato per l‘importo massimo di 5 miliardi al tasso di 2,76%, - minimo da ottobre 2010 - rispetto a 3,41% di metà febbraio sulla settima tranche del precedente benchmark novembre 2014. Il rapporto di copertura è risultato 1,565 da 1,405.

Collocato l‘importo massimo di un miliardo anche per il titolo ‘off-the-run’ settembre 2019 al rendimento di 4,30% e con un rapporto tra domanda e offerta pari a 1,996.

Di seguito i commenti di alcuni operatori.

ALESSANDRO GIANSANTI, Ing

”L‘asta è andata molto bene. C‘era attesa soprattuto per il 3 anni, che è stato collocato a un rendimento migliore di quanto si è visto sul mercato grigio sia stamattina che ieri sera.

La domanda è stata molto buona: un bid-to-cover sopra 1,50 non si vedeva da aprile dell‘anno scorso, quando però l‘offerta era decisamente inferiore, fino a 3,5 miliardi.

I rendimenti continuano a scendere, e c‘è ancora spazio per un ulteriore di restringimento contro la Germania, adesso siamo a 242 punti base.

L‘asta di oggi conferma che l‘appetito verso la carta italiana continua ad esserci, complice la liquidità della Bce, nonostante i rendimenti non siano ai livelli di inizio anno. Dopo la seconda oeprazione di finanziamento extralunga poteva esserci una ‘saturazione’, che invece non si è verificata.

Il prossimo scoglio per l‘Italia sono i dati sulla crescita della seconda metà dell‘anno. Per il 2012 ci si aspetta una contrazione nella prima parte dell‘anno, ma un miglioramento della situazione nel secondo semestre. Se ciò non dovesse verificarsi, allora il trend positivo verrà messo alla prova”.

SERGIO CAPALDI, Intesa Sanpaolo

“Mi sembra siano state aste ben accolte, anche se il nuovo tre anni paga circa 18/20 centesimi di rendimento rispetto alla qutazione del precedente benchmark sul secondario. D‘altra parte il 2019 quotava in mattinata attorno al 4,38% e dopo l‘asta è sceso al 4,36% e questo è un buon segnale. Tutto l‘importo è stato piazzato e, comunque, c‘è un calo evidente dei rendimenti rispetto alle aste precedenti, che conferma l‘abbattimento sostanziale del costo di finanziamento per il Tesoro italiano. Non so quale sia stata la partecipazione all‘asta degli investitori stranieri, ma indubbiamente anche su questo fronte la politica delle Bce sta aiutando molto, così come un outlook meno negativo per l‘economia europea - vedi in particolare per la Germania - con una ‘mild recession’ che sembra essere sempre più ‘mild’”.

LUCA CAZZULANI, UniCredit

”L‘asta è andata decisamente bene, considerando che è ormai dall‘inizio dell‘anno che il ministero dell‘Economia riesce ad assegnare l‘ammontare massimo e che l‘offerta sul nuovo tre anni era davvero consistente.

Il titolo marzo 2015 ha attratto oltre 7,8 miliardi di domanda a un rendimento davvero interessante, che offre un ‘carry’ di circa 175 punti base oltre il costo dei fondi Bce a tre anni.

Rispetto all‘asta di metà febbraio, in cui è stato collocato un identico importo per quanto su scadenze diverse, il costo medio di finanziamento di oggi è per il Tesoro di 3% da 3,60%”.

(Giulio Piovaccari, Alessia Pé, Elvira Pollina)

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