March 13, 2012 / 12:06 PM / 6 years ago

Banche, domani vertici Abi vedono Pdl, Pd e Terzo polo su commissioni

ROMA (Reuters) - I vertici dimissionari dell’associazione bancaria italiana (Abi) incontreranno domani mattina i tre principali partiti della maggioranza per capire se e come il Parlamento sia disponibile a rivedere il taglio delle commissioni su crediti, fidi e sconfinamenti inserito nel decreto legge sulle liberalizzazioni.

“Il presidente [Giuseppe] Mussari e il comitato di presidenza incontreranno prima il Terzo polo, poi il Pdl e infine il Pd”, spiega una fonte a conoscenza dei negoziati in corso tra l’Abi e i partiti.

A meno di sorprese sempre possibili, la Camera si avvia entro il 22 marzo a convertire in legge il decreto sulle liberalizzazioni nel testo uscito in prima lettura dal Senato.

All’articolo 27-bis il provvedimento rende nulle “tutte le clausole comunque denominate che prevedano commissioni a favore delle banche a fronte della concessione di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere, del loro utilizzo anche nel caso di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido”.

Il primo marzo Mussari e l’intero comitato di presidenza si sono dimessi per protesta sostenendo che il taglio delle commissioni impone di fatto “prezzi amministrati”.

L’Abi cercherà domani di convincere i partiti che l’attività legislativa è stata finora “troppo frammentata senza un disegno di politica regolamentare”, secondo quanto spiega la fonte.

LE OPZIONI DI INTERVENTO

Il governo non intende opporsi a una riformulazione della stretta sulle commissioni ma chiede che siano i partiti a prendere l’iniziativa. [ID:nL5E8EC7ZR] Una posizione su cui influiscono probabilmente le ricorrenti accuse che l’esecutivo di Mario Monti sia troppo sensibile al mondo delle banche.

L’ipotesi allo studio, già emersa ma mai concretizzatasi, consiste nel riformulare l’articolo 27-bis limitando la nullità delle commissioni alle sole banche che non si adegueranno alle future regole sulla trasparenza del Cicr, il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio [ID: nL5E8E169P]

Il problema è capire quale strumento legislativo utilizzare. Il 24 febbraio il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha avvertito partiti e governo di non inserire materie estranee al contenuto specifico dei decreti legge durante l’esame in Parlamento.

I gruppi parlamentari hanno già rinuciato all’ipotesi di inserire un emendamento al decreto legge sulle semplificazioni burocratiche, che la Camera approverà oggi in prima lettura, proprio per rispettare il monito di Napolitano.

Un problema simile potrebbe proporsi qualora si tenti la strada di un emendamento al decreto legge fiscale, sotto esame da parte del Senato.

La terza ipotesi allo studio, già emersa il 5 marzo, consiste nel ricorrere al varo di un disegno di legge da far approvare in tempi.

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