5 marzo 2012 / 07:43 / 6 anni fa

Borse Asia-Pacifico, indici in calo, pesano timori Cina

TOKYO (Reuters) - Avvio di settimana all‘insegna della debolezza per le borse dell‘area Asia-Pacifico, su cui prevale la cautela degli investitori restii a spingere oltre l‘ottimismo senza vedere nuove prove di crescita economica globale e preoccupati dell‘impatto di un rallentamento dell‘economia cinese.

Il sentiment del mercato ha mostrato segni di miglioramento dall‘anno scorso grazie all‘azione delle banche centrali di tutto il mondo che hanno inondato di liquidità il sistema finanziario per placare i timori di un credit crunch.

Tuttavia, mentre i recenti dati Usa che suggeriscono una ripresa hanno spinto gli investitori a spostare la loro attenzione verso i fondamentali economici allontanandoli dai guai della zona euro, rimane la cautela per gli sviluppi della crisi del debito e del rincaro del greggio.

“I mercati sembrano in fase di attesa. Gli investitori aspettano il prossimo catalizzatore prima di prendere nuove posizioni”, commenta Stan Shamu, market strategist di IG Markets.

Sul fronte cinese, il premier Wen Jiabao ha tagliato l‘obiettivo di crescita 2012 del paese al 7,5% per dare all‘economia più spazio di rallentamento, se necessario, mentre il governo intraprende le riforme economiche e di welfare promesse.

Intorno alle 8,30 l‘indice Msci dell‘area Asia-Pacifico cede oltre un punto percentuale. Il Nikkei, non compreso nell‘indice, ha chiuso in calo dello 0,8%.

L‘annuncio cinese del target di crescita più basso degli ultimi otto anni pesa sulle borse di HONG KONG e SHANGHAI, dove calano soprattutto i finanziari e i titoli più sensibili alla crescita. A Hong Kong Prada cede circa l‘1,5%.

A SINGAPORE spiccano in particolare i ribassi di Oversea-Chinese Banking e del gruppo di commodities Noble Group.

TAIWAN chiude in calo dell‘1,35%, il ribasso percentuale più pronunciato in oltre due settimane, appesantita da alcuni titoli elettronici tra cui HTC Corp.

Lettera anche a SEOUL e, in misura minore, a SYDNEY, dove il ribasso dei prezzi dei metalli e i timori per la crescita cinese pesano in particolare sui minerari.

A MUMBAI l‘indice è penalizzato soprattutto dal nervosismo in attesa delle elezioni di domani in uno stato chiave.

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