1 marzo 2012 / 17:49 / 6 anni fa

Borsa Milano chiude forte, spread in area 310 pb, euro debole

MILANO (Reuters) - Chiusura con il botto a Piazza Affari, miglior mercato fra quelli del vecchio continente, trascinata dai titoli bancari in un clima più sereno sulla crisi dei debiti sovrani in Europa, grazie anche allo spread fra i rendimenti dei titoli decennali italiani e tedeschi sotto quota 310 punti.

“E’ l‘effetto spread. C‘è un generale ritorno di fiducia nei confronti del nostro Paese e questo è un segnale positivo”, osserva un trader. Secondo un altro, “le banche hanno avuto accesso a un‘altra montagna di liquidità dalla Bce. Il clima è in generale più sereno e le prime a beneficiarne sono le banche”.

L‘indice FtseMib sale del 2,93%, l‘Allshare del 2,52%; volumi sopra 2,5 miliardi di euro. L‘indice europeo FTSEurofirst 300 avanza di un rotondo 1%, mentre tra le singole piazze Francoforte ha chiuso a +1,2%, Londra a +1% e Parigi a +1,3%.

Il secondario italiano archivia in rialzo un‘altra seduta condotta nel segno della forza, con l‘effetto benefico dell‘iniezione di liquidità effettuata ieri dalla Bce nel sistema che ha favorito i mercati periferici del debito e in primo luogo proprio l‘Italia.

Il tasso del decennale italiano è sceso sotto il 5% fino a un minimo di 4,920% e alle 18,30 è al 4,96%. Lo spread fra i decennali di riferimento italiano e tedesco si è spinto fino a un minimo di 305 punti base, al minimo dal primo settembre, e alle 18,30 è a 310 pb.

L‘euro è debole sul dollaro su prese di profitto dopo la vasta iniezione di liquidità nel sistema bancario europeo da parte della Bce e con buona probabilità resta esposto a ulteriori ribassi legati ai timori legati alla crisi debitoria europea e alla fragilità della ripresa economica della zona euro.

Alle 18,30 italiane la moneta unica vale 1,3310 dollari, in calo dell‘1% rispetto all‘ultima chiusura e sui minimi da una settimana. Ieri, in vista dell‘asta della Bce, la valuta unica si era apprezzata fino 1,3485 dollari, vicino al massimo da tre mesi segnato il giorno prima.

Il prezzo del Brent è salito di oltre due dollari nel pomeriggio, sospinto dai dati economici migliori delle attese della Cina che rafforzano le prospettive sulla domanda e dalle tensioni attorno alle forniture di greggio dall‘Iran.

Alle 18,30 italiane il Brent avanza di 2,19 dollari a 124,85 dollari al barile, mentre il greggio Usa guadagna 1,11 dollari a 108,17.

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