1 marzo 2012 / 13:18 / 6 anni fa

Governo modificherà stretta commissioni banche, dice Pd

ROMA (Reuters) - Il governo modificherà la stretta sulle commissioni bancarie inserita nel decreto legge sulle liberalizzazioni in un altro provvedimento, probabilmente nel decreto legge sulle semplificazioni all‘esame della Camera.

Sportelli bankomat a Milano. REUTERS/Alessandro Garofalo

Lo dice uno dei relatori del decreto liberalizzazioni, il senatore del Pd Filippo Bubbico, parlando con i cronisti in Senato.

“Il governo non ha voluto cambiare nulla del testo del decreto approvato dalla commissione Industria del Senato, ma so della volontà dell‘esecutivo di trovare una soluzione nel decreto legge sulle semplificazioni”, ha detto Bubbico.

Un emendamento del Pd rende nulle “tutte le clausole comunque denominate che prevedano commissioni a favore delle banche a fronte della concessione di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere, del loro utilizzo anche nel caso di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido”.

Bubbico spiega che il governo vuole riformulare la norma limitandone l‘applicazione alle sole banche che non si adegueranno ai futuri criteri sulla trasparenza del Cicr, il Comitato interministeriale per il credito e il risparmio.

Il senatore si riferisce alla delibera del Cicr che, in base al decreto legge sulle liberalizzazioni, dovrà essere adottata “entro il termine del 31 maggio 2012” per entrare in vigore “non oltre il primo luglio successivo”.

La delibera dà attuazione all‘articolo 117-bis del Testo unico bancario che disciplina la remunerazione degli affidamenti e degli sconfinamenti.

“Il Cicr adotta disposizioni applicative del presente articolo e può prevedere che esso si applichi ad altri contratti per i quali si pongano analoghe esigenze di tutela del cliente; il Cicr prevede i casi in cui, in relazione all‘entità e alla durata dello sconfinamento, non sia dovuta la commissione di istruttoria veloce”, recita l‘articolo al comma 4.

La relatrice del Pdl, Simona Vicari, si limita a dire che il suo partito “sarà pronto a valutare con senso di responsabilità le scelte del governo”.

La nuova discplina sulle commissioni bancarie ha suscitato l‘allarme dell‘Abi, l‘associazione delle banche italiane, che ha convocato alle 15,00 una conferenza stampa per “comunicazioni urgenti”.

Le sorprese sgradite per gli istituti di credito non si limitano alle commissioni su crediti e fidi.

Il decreto obbliga l‘Abi, le associazioni dei prestatori di servizi di pagamento, Poste italiane, il consorzio Bancomat, le imprese che gestiscono circuiti di pagamento e le associazioni delle imprese più significative a livello nazionale a definire, entro il primo giugno 2012, regole generali “per assicurare una riduzione delle commissioni interbancarie a carico degli esercenti sulle transazioni con carta di credito”.

Un emendamento introdotto dalla commissione Industria del Senato aggiunge che dovrà in ogni caso essere garantita la gratuità delle spese di apertura e di gestione dei conti corrente destinati all‘accredito e al prelievo di pensioni fino a 1.500 euro.

Inoltre, se vincolano l‘erogazione di un mutuo alla stipula di un‘assicurazione sulla vita, le banche dovranno offrire ai clienti informazioni su “almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi”, ma il cliente sarà comunque libero di scegliere sul mercato la polizza più conveniente e la banca dovrà accettarla senza variare le condizioni offerte per il mutuo.

Diventa poi “scorretta”, in base al codice del consumo, la pratica con cui le banche, a volte, costringono chi vuole stipulare un mutuo “all‘apertura di un conto corrente”.

Vengono infine cancellate le commissioni a carico dell‘esercente per l‘acquisto di carburante con bancomat e carte di credito fino a una somma di 100 euro.

(Giuseppe Fonte)

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