29 febbraio 2012 / 10:24 / tra 6 anni

UniCredit non reagisce ad addio Rampl, mercato valuta scenari

MILANO (Reuters) - UniCredit non mostra reazioni particolari in borsa al dietrofront del presidente Dieter Rampl che ieri in tarda serata ha comunicato che non non è più disponibile per un nuovo mandato.

Il titolo intorno alle 10,50 sale dell‘1,56% a 3,90 euro in linea con gli altri bancari e con lo stoxx europeo del settore.

L‘annuncio di Rampl è arrivato quasi a sorpresa al termine di un Cda che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere di ordinaria amministrazione.

Il banchiere tedesco aveva dato la propria disponibilità a ricandidarsi in occasione del congresso Assiom-Forex di Parma a condizione che però ci fosse una governance condivisa tra tutti i soci, italiani e internazionali.

“Aveva posto una serie di condizioni qualitative e quantitative che non si sono materializzate”, ha spiegato ieri una fonte vicina alla situazione.

La sensazione è che il fronte delle fondazioni, leggermente diluito dopo l‘aumento di capitale da 7,5 miliardi, abbia fatto fronte comune per nominare un presidente italiano. E non è escluso che questa linea sia condivisa anche dalle new entry italiane nell‘azionariato, in particolare da Francesco Gaetano Caltagirone.

“Le fondazioni non hanno voluto confermarlo”, commenta infatti una seconda fonte vicina alla situazione.

Rampl aveva fatto il suo ingresso in UniCredit in occasione dell‘acquisizione di Hvb nel 2005 anche in virtù di accordi parasociali in base ai quali la presidenza andava assegnata a un tedesco. Nel frattempo i patti sono scaduti e la presenza dei tedeschi nell‘azionariato UniCredit si è notevolmente assottigliata.

Sui quotidiani è già partito il toto nomine per il successore: l‘attuale direttore generale di Bankitalia Fabrizio Saccomanni (che dovrebbe però rispettare un black period) e il manager di lungo corso Gian Maria Gros-Pietro sono i più gettonati. Torna l‘ipotesi - riferita a Reuters la settimana scorsa da alcune fonti - di una presidenza per l‘attuale vice Fabrizio Palenzona, da molti considerato “regista” delle vicende UniCredit.

Palenzona, tuttavia, si era defilato con un comunicato in cui precisava che non intendeva candidarsi per le sfide impegnative che dovrà affrontare con Aeroporti di Roma, di cui è presidente.

Resta da capire quali scenari si aprono per la banca con la mancata conferma di Rampl, che chiude di fatto il ciclo seguito all‘acquisizione di Hvb che già aveva perso un tassello importante con l‘addio di Alessandro Profumo.

Nelle scorse settimane sono circolate voci di cessione di Hvb, poi seccamente smentite. Alcuni quotidiani parlano ora della creazione di una sub-holding in cui far confluire gli asset italiani, passando da uno schema a matrice a uno geografico. Questa ipotesi è però molto costosa sotto il profilo fiscale.

(Gianluca Semeraro)

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