29 febbraio 2012 / 09:44 / 6 anni fa

Liberalizzazioni, Monti vince ai punti contro le lobby

di Giuseppe Fonte

Una panoramica del Senato, Roma, 22 dicembre 2011. REUTERS/Alessandro Bianchi

ROMA (Reuters) - Mario Monti vince ai punti contro i gruppi di interesse che hanno reso sempre difficile agli inquilini di palazzo Chigi scrostare da privilegi e protezioni alcuni settori delle professioni e dell‘economia.

Il decreto legge sulle liberalizzazioni esce dalla commissione Industria del Senato indebolito nella parte che riguarda professioni, tassisti e, in misura minore, farmacie. Ma sicuramente rafforzato nei capitoli sui servizi bancari, assicurativi e sulla rete di trasporto del gas, grazie all‘azione dei partiti che su questi due fronti si sono dimostrati più determinati dello stesso governo.

Resta l‘obbligo per gli enti locali di riversare presso la tesoreria unica i fondi detenuti nelle banche. Regioni, province e comuni hanno chiesto ripetutamente di modificare la norma che riduce la loro autonomia di entrata.

Dopo un confronto spesso teso durato oltre due settimane, il decreto arriva oggi in aula dove si dà per certa la richiesta del voto di fiducia da parte del governo, scelta inevitabile per evitare nuovi assalti delle lobby rappresentate in Parlamento. Anche perché gli emendamenti in aula sono 1.700.

Sebbene non contengano vere e proprie liberalizzazioni, i quasi 100 articoli di cui si compone il decreto aumentano la concorrenza in vari settori e introducono maggiori tutele a favore dei consumatori.

RAFFORZATA SEPARAZIONE ENI-SNAM

Il Senato ha definito in modo più chiaro i principi che dovranno portare alla separazione proprietaria fra il gruppo di idrocarburi Eni e la controllata nel settore del trasporto del gas Snam, che tuttavia non sarà operativa prima di diversi mesi.

Pd, Pdl e Terzo polo hanno modificato l‘articolo 15 per garantire che l‘operazione si concluda al più tardi nel mese di settembre 2013.

Per eliminare qualsiasi incertezza interpretativa, ora l‘articolo 15 sancisce in modo più esplicito che la separazione riguarda Snam come holding e quindi tutte le attività di trasporto, stoccaggio, rigassificazione e distribuzione.

In più, il riferimento esplicito alla disciplina europea sulla separazione dell‘attività di produzione da quella di trasporto pone le basi per una forte limitazione della presenza di Eni nel capitale di Snam, che per governo e partiti non deve superare il 5% del capitale di Snam a fronte del 50% attuale.

STOP A COMMISSIONI SU LINEE DI CREDITO

Il decreto esce rafforzato soprattutto nel Capo VI, che modifica la disciplina sui servizi bancari e assicurativi.

Un emendamento del Pd rende nulle tutte le clausole che prevedono commissioni a fronte della concessione di linee di credito, della loro messa a disposizione, del loro mantenimento in essere, del loro utilizzo anche nel caso di sconfinamenti in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido”.

Su pressione del Pdl entra il divieto, per chi svolge funzioni di indirizzo, gestione e controllo nelle Fondazioni, di ricoprire incarichi negli organi di gestione e di controllo delle banche concorrenti della banca conferitaria.

PIU’ GARANZIE SU MUTUI E C/C GRATIS PER PENSIONATI

Se vincolano l‘erogazione di un mutuo alla stipula di un‘assicurazione sulla vita, le banche dovranno offrire ai clienti informazioni su “almeno due preventivi di due differenti gruppi assicurativi”. Il cliente sarà comunque libero di scegliere sul mercato la polizza più conveniente e la banca dovrà accettarla senza variare le condizioni offerte per il mutuo.

Diventa “scorretta”, in base al codice del consumo, la pratica con cui le banche, a volte, costringono chi vuole stipulare un mutuo “all‘apertura di un conto corrente”.

Altre due misure danno fastidio agli istituti di credito. La prima pone le basi per rendere gratuiti apertura e prelievi da conti corrente “destinati all‘accredito della pensione” per un importo fino a 1.500 euro mensili. La seconda cancella le commissioni per l‘acquisto di carburante con bancomat e carte di credito fino a una somma di 100 euro.

PROFESSIONI: SALTANO TARIFFE MA NIENTE PREVENTIVO SCRITTO

I professionisti sono la categoria che, assieme ai tassisti, è riuscita a far valere le proprie ragioni.

Il decreto conserva l‘abolizione delle tariffe minime ma con un‘eccezione non così marginale. Nel caso in cui sia il giudice a liquidare le spese giudiziali, nulla cambierà per i prossimi 120 giorni, termine entro il quale il ministero della Giustizia dovrà determinare nuovi “parametri” di remunerazione.

Rispetto alla versione originaria del decreto il Senato ha poi cancellato l‘obbligo per il professionista di pattuire per iscritto il preventivo, quando a chiederlo è il cliente.

Più vincoli anche all‘ingresso dei cosiddetti “soci di capitale” nelle società tra professionisti. Ora il decreto prevede che “il numero di soci professionisti o la partecipazione al capitale sociale dei professionisti deve essere tale da determinare la maggioranza di due terzi nelle deliberazioni o decisioni dei soci”.

TASSISTI FANNO MEGLIO DI FARMACISTI E NOTAI

I tassisti riescono a limitare l‘ingresso di nuovi concorrenti. Il potere di aumentare le licenze resta ai sindaci, che si sono mostrati finora più sensibili alle pressioni della categoria. La futura Autorità dei trasporti potrà dare un parere preventivo e, se le amministrazioni comunali decideranno di non adeguarvisi, avrà la possibilità di ricorrere al Tribunale amministrativo del Lazio.

Il numero delle nuove farmacie sarà alla fine lievemente inferiore alle 5.000 inizialmente programmate dal governo, all‘incirca 4.800. Le autorizzazioni saranno stabilite in modo da avere almeno una farmacia ogni 3.300 abitanti a fronte dei 3.000 previsti in origine dal decreto. I farmacisti devono però incassare il fatto che la possibilità di vendere nelle parafarmacie e nella grande distribuzione alcuni farmaci di fascia C, prevista nella manovra di dicembre, non sarà più limitata ai soli comuni con popolazione superiore a 12.500 persone. Il Senato liberalizza anche la vendita di prodotti galenici e farmaci veterinari con ricetta.

Va peggio ai notai, che non sono riusciti a ridurre l‘aumento della pianta organica, pari a oltre 2.000 posti tra 2012 e 2014.

Per ora è solo un principio, ma la case farmaceutiche sono già sul chi vive. Entro fine anno l‘Agenzia italiana del farmaco dovrà adottare una delibera per identificare “confezioni ottimali, anche di tipo monodose, in funzione delle patologie da trattare”. L‘obiettivo è ridurre gli oneri a carico del Sistema sanitario nazionale limitando l‘acquisto di farmaci che poi vengono assunti solo in parte.

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