24 febbraio 2012 / 17:23 / tra 6 anni

Golden share, governo accelera per rispondere a Ue

di Alberto Sisto e Giuseppe Fonte

ROMA (Reuters) - Il governo vuole stringere i tempi sulla riformulazione della golden share per rispondere alle perplessità avanzate dalla Commissione europea.

Secondo quanto riferiscono due fonti vicine alla vicenda, i poteri speciali del Tesoro sulle società strategiche sono oggetto di confronto nella riunione del Consiglio dei ministri ora in corso.

“Un‘ipotesi è di intervenire nel decreto sulla semplificazione fiscale e la lotta all‘evasione ma ci sono problemi di congruità della materia”, spiega una prima fonte.

Il governo sta però valutando anche la strada di intervenire attraverso un emendamento al decreto legge sulle liberalizzazioni, stando a quanto riferisce una seconda fonte.

“Il governo ha trovato un accordo sulla riformulazione dei diritti speciali per le società che operano nella Difesa [cioè Finmeccanica] ma non c‘è la stessa intesa per quanto le altre società strategiche, soprattutto del settore energetico” cioè Eni ed Enel, spiega la seconda fonte.

Per quanto riguarda Finmeccanica il testo messo a punto dal governo, che Reuters ha potuto visonare, prevede tre diversi tipi di diritti speciali esercitabili dal ministro del dell‘Economia in caso di “minaccia effettiva di grave pregiudizio per gli interessi essenziali della sicurezza nazionale”.

Il governo potrà porre “specifiche condizioni relative alla sicurezza degli approvvigionamenti, alla sicurezza delle informazioni, ai trasferimenti tecnologici, al controllo delle esportazioni nel caso di acquisto, a qualsiasi titolo, di partecipazioni in imprese che svolgono attività di rilevanza strategica nel settore della difesa e sicurezza nazionale”.

Lo stato italiano inoltre si potrà opporre “all‘adozione di delibere dell‘assemblea o degli organi di amministrazione aventi ad oggetto la fusione o la scissione della società, il trasferimento dell‘azienda o di rami di essa o di società controllate, il trasferimento all‘estero della sede sociale, il mutamento dell‘oggetto sociale, lo scioglimento della società, le cessioni di diritti reali o di utilizzo relative a beni materiali o immateriali o l‘assunzione di vincoli che ne condizionino l‘impiego”.

Inoltre l‘esecutivo potrà “opposizione all‘acquisto, a qualsiasi titolo, da parte di un soggetto diverso dallo Stato, enti pubblici o soggetti da questi controllati, qualora l‘acquirente venga a detenere, direttamente o indirettamente, anche attraverso acquisizioni successive, per interposta persona o tramite soggetti altrimenti collegati, un livello della partecipazione al capitale con diritto di voto concretamente in grado di compromettere gli interessi della sicurezza nazionale”.

Per definire il livello rilevante, continua il testo, “si tiene conto nel computo della partecipazione rilevante, della partecipazione detenuta da terzi con cui l‘acquirente ha stipulato uno dei patti previsti dall‘articolo 122 del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 ovvero previsti dall‘articolo 2341-bis del codice civile”.

Il governo inoltre valuterà l‘effettiva consistenza della minaccia per gli interessi nazionali, valutando, anche alla luce della consistenza della partecipazione acquisita, le modalità di acquisizione e le qualità del compratore qualora si tratti di uno stato estero.

Il testo precisa che l‘esecutivo dovrà valutare l‘adeguatezza, “anche alla luce delle modalità di finanziamento dell‘acquisizione, della capacità economica, finanziaria, tecnica e organizzativa dell‘acquirente nonché del progetto industriale rispetto alla regolare prosecuzione delle attività, al mantenimento del patrimonio tecnologico, anche con riferimento alle attività strategiche chiave, alla sicurezza e alla continuità degli approvvigionamenti, oltreché alla corretta e puntuale esecuzione degli obblighi contrattuali assunti nei confronti di pubbliche amministrazioni, direttamente o indirettamente, dalla società le cui partecipazioni sono oggetto di acquisizione, con specifico riguardo ai rapporti relativi alla difesa nazionale, all‘ordine pubblico e alla sicurezza nazionale”.

Ma dovranno essere oggetto di valutazione anche “l‘esistenza di motivi oggettivi che facciano ritenere possibile la sussistenza di legami fra l‘acquirente e paesi terzi che non riconoscono i principi di democrazia o dello Stato di diritto o che hanno tendenze politiche a rischio o rapporti con organizzazioni criminali o terroristiche”.

Al momento dell‘acquisto l‘acquirente, senza darne comunicazione al mercato, ”dovrà informare il governo e il ministro dell‘Economia dovrà porre il veto entro i successivi 10 giorni a meno che non richieda un supplemento di informazioni.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below