February 23, 2012 / 5:08 PM / in 6 years

Btp chiudono in lieve calo, spread risale a 367 pb,focus su aste

MILANO (Reuters) - I Btp si confermano in lieve calo al termine di una seduta interlocutoria tra il rally dei giorni scorsi - arrivato con il via libera al secondo piano di aiuti alla Grecia - e l’inizio domani della tornata d’aste italiane di fine mese.

“Non è cambiato molto nel pomeriggio, il Bund cerca ragioni per salire, vedi le dichiarazioni giunte dal Canada, ma la periferia tiene, quindi alla fine lo spread che si è mosso appena in una manciata di punti”.

Da Toronto è trapelato nel pomeriggio che nel G20 finanziario di domani e dopodomani a Città del Messico non si profila un’intesa sul potenziamento delle risorse dell’Fmi richiesto dall’Europa [ID:nL5E8DN89N].

Per quel che riguarda le aste italiane il Tesoro offre domani tra 2 e 3 miliardi di euro di Ctz gennaio 2014 e 1-1,5 miliardi complessivi di indicizzati sulle scadenze settembre 2016 e settembre 2019.

In chiusura di seduta. Su Mts, il Ctz in asta domani tratta ad un rendimento del 3,259%, oltre mezzo punto sotto il 3,763% dell’asta di fine gennaio.

Lunedì sarà la volta dei Bot, con 8,75 miliardi di semestrali più altri 3,25 miliardi di ‘flessibili’ a 295 giorni. Oggi a mercati chiusi il Tesoro comunicherà invece i dettagli delle aste a medio-lungo termine di martedì prossimo: gli operatori danno per molto probabile il lancio del nuovo Btp decennale (settembre 2022), oltre alla riapertura del quinquennale, mentre non si esclude l’offerta anche del CCTeu.

Al termine della seduta, su piattaforma Tradeweb, lo spread di rendimento tra Btp e Bund decennali si colloca a 366-367 punti base contro i 359 della chiusura di ieri e con un range di oscillazione nel corso inferiore ai 5-6 punti.

Martedì mattina, all’indomani dell’ok di Bruxelles al bailout della Grecia, lo spread era sceso fino a 338, minimo dallo scorso 8 settembre.

Il rendimento sulla scadenza biennale italiana riesce a terminare la seduta nuovamente sotto la soglia del 3% che era stata ritoccata in mattinata dopo essere stata superata al ribasso nella prima parte della settimana.

“Le incertezze sulla Grecia, sul Fmi, sull’economia oggi non aiutano, ma allo stesso tempo non sembrano in grado per ora di modificare una situazione di mercato che sembra abbastanza stabilizzata” aggiunge il trader.

Lo strategist di Ing Alessandro Giansanti sottolinea tuttavia che “ora abbiamo più pressioni deflazionistiche sull’economia della zona euro, che controbilanciano il potenziale inflattivo dei prezzi petroliferi. Il rischio maggiore è che il mercato in questo momento stia prezzando solo una recessione lieve”.

Le ‘interim forecasts’ della Commissione Ue hanno contribuito ad appesantire la periferia nella seduta di oggi - e a sostenere il segmento ‘core’ del debito - dipingendo un quadro di debolezza economica per l’intera zona euro, in particolare per l’Italia che vivrà un 2012 all’insegna della recessione, con una contrazione attesa del pil dell’1,3% [ID:nL5E8DN5XI].

Indicazioni che - insieme ai numeri deludenti di ieri sui Pmi europei e a prezzi petroliferi che rimangono sui massimi da nove mesi - alimentano l’avversione al rischio del mercato e, parallelamente, i dubbi di chi non ritiene che la Grecia non sarà in grado di rispettare gli impegni di risanamento presi nell’ambito dell’accordo di bailout.

Un indice Ifo migliore delle attese, questa mattina, non è riuscito a mitigare il fondo di pessimismo sulle prospettive economiche dell’area euro [ID:nL5E8DN2YZ].

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